Archivio per Giugno, 2007

Tutte le sigle! (prima parte)

Quando si dice tutte le sigle, intendo tutte le sigle.

Non c’è un altro modo per descrivere i servizi offerti da questa pulzella che si fa chiamare VALENTINA.

Già, un’altra Valentina da segnalare.

Questa volta solo di passaggio però, perchè divisa in diverse location distribuite tra Emilia, Romagna e Toscana.

Qualche amico ne aveva già parlato ma a quanto pare non in modo efficace. Anzi, se devo dire la verità e se non ricordo male, l’incontro descritto non fu dei migliori. Motivo per cui la recensione postata nel noto forum è finita nel dimenticatoio.

Un put-buffer del mio cervello ha però immagazzinato l’informazione e in questo pomeriggio di fine giugno ha elaborato il piano d’azione.

Dopo un paio di telefonate fatte alle solite che mi girano in testa, peraltro senza un buon risultato (in particolare quella Luana de “Il giardino del desiderio” che sta accendendo la prima polemica di questo blog), provo a contattare al volo la suddetta.

Mi risponde una voce calda e con un forte accento ungherese.

Questa volta non posso sbagliare la nazionalità anche perchè in passato la tipa era già venuta a fare un giretto a Rimini ed in particolare nel trombodromo di Via Ferrara, nota location di turnoveriste magiare (scusate il bisticcio nel neologismo).

Mi risponde dopo un paio di squilli andati a vuoto. In quel frangente penso che forse è occupata ma a quanto pare è solo distante dal telefono.

In pratica, una volta presentatasi mi sciorina il listino prezzi e il relativo elenco dei servizi proposti.

Dunque:

OWO = 50
OWO + CIM/CIF/COB = 60
OWO + NORMAL SEX + CIM/CIF/COB = 70
OWO + NORMAL SEX + CIM/CIF/COB + ANAL = 100
OWO + NORMAL SEX + CIM/CIF/COB + ANAL + DOUBLE SHOT = 150

(Se avete problemi con le sigle, seguite il link qui a lato denominato “PICCOLO DIZIONARIETTO DELL’ESCORTISTA”).

Se mi leggete con una regolare frequenza, dovreste avere capito per che cosa ho optato.

Non ci siete arrivati?

Beh, ovviamente per il full house da 150 ottenendo anche un ottimo DATY in una bella patacca rasata e profumata.

Non sono abituato ad esagerare, ma questa volta voglio raccontarvi la verità: sono ormai passate due ore e mi tremano ancora le gambe per il godimento nonchè il pirellone è ancora in tiro al solo pensiero.

La tipa ha rispettato in pieno la promessa di “distruggermi”.

Abbiamo parlato di tante cose, ma non mi è venuto in mente di chiederle se per caso ha un passato da pornodiva.

La cosa che mi è rimasta maggiormente impressa è il suo buco del culo.

Le ho dato una inculata modello ASSTRAFFIC.COM, ovviamente con tutti i problemi legati all’ingresso del pirellone che però in questa situazione hanno il loro perchè.

Ma non ha fatto tanti problemi.

Ha semplicemente gestito la situazione al meglio delle sue possibilità.

A pecorina con io dietro di lei pronto, si è unta le dita e mentre con una mano si masturbava sotto, con l’altra ha iniziato un fisting prima con un dito, poi con due e successivamente con tre, per prepararsi alla penetrazione.

Era già ben calda e se ha mentito, lo ha fatto molto professionalmente.

Ho avuto l’impressione che fosse venuta un paio di volte mentre qualche minuto prima me la sbattevo a pecorina.

Una volta unto l’orifizio, mi ha preso l’uccello alla base dell’asta e se lo è puntato sull’orello.

Piano piano ha fatto entrare la punta muovendosi avanti e indietro e gemendo tutte le volte che mi infilavo e che lo estraevo.

Ben presto il buco ha preso le dimensioni necessarie per accogliermi.

A questo punto ha tolto le mani e ha fatto fare a me.

Ziiippp… fino ai coglioni.

Me la sono fottuta per un bel dieci minuti godendo come un riccio e facendola gemere prima di esplodere in un orgasmo infinito che mi ha sconquassato dalla testa ai piedi.

Mi alzo e vado a fare una doccia bollente e ristoratrice.

Alla fine mi fa trovare un asciugamano pulito e un bel bicchiere di acqua fresca sul comodino.

Questo è il racconto del secondo shoot… e il primo?

Un po’ di pazienza burdelli, fatemi riprendere fiato.

Commenti (5)

Il grande fratello ci osserva!

Non è che l’attività di putantourer viva un bel periodo!
Leggete questo articolo, soprattutto quando si riferisce ad una zona della quale ho parlato qualche posta fa….

CESENATICO – Si è conclusa in Toscana con l’arresto del 28enne di nazionalità rumena Alex Octavian Sabau e del connazionale 31enne Mihai Marian Suciu, incriminati con l’accusa di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione, l’operazione ”Nicu” avviata la scorsa estate dalla Questura di Forlì e coordinata da Calogero Germanà, che ha portato all’arresto di altri otto connazionali anche per furto in aziende.

Nei guai in precedenza finirono Dorinel Pintilie, George Chifu, George Adrian Oprea, Minaita Razvan, Ionel Tofan, Georgescu Viorel Sorin, Nicoleta Cupcea e Gianluca Verdecchia.

Il primo intervento della Polizia si verificò in un condominio di via Raffaello a Valverde, abitualmente frequentato da clienti di prostitute reclutate dall’est europeo, nella fattispecie dalla Romania. Nel corso della retata fu scoperto anche un furgone carico di refurtiva rubata in negozi e ditte marchigiane.

Questo è il link alla notizia

Lascia un Commento

La starlette (seconda parte)

Una volta giunto, se non ricordo male, al secondo piano, sento aprirsi una porta e ed un saluto provenire dall’interno.

Penso subito che questo incontro sarebbe stato diverso dagli altri in quanto non mi era mai capitata tanta disinvoltura ed accoglienza al presentarmi sull’uscio di una girl.

Mentre mi appresto ad entrare, compare lei.

Noto subito che le fotografie corrispondono al vero.

Lei è una bella ragazza, molto alla moda. Veste un paio di jeans, scarpe da tennis ed una camicetta nera che fa fatica a contenere il petto prosperoso.

Senza tacchi raggiunge agevolmente l’altezza di un metro e settanta.

Molto gentilmente mi fa accomodare e ci sediamo sul divano in salotto. La casa è molto carina, ben arredata e curata. In modo molto originale, sono volutamente appoggiati per terra alcuni quadri.

Ci sono due stanze al piano terra: una da letto piuttosto grande che scoprirò successivamente essere lo scannatoio ed un’altra più piccola adibita a guardaroba.
E che guardaroba!

Centinaia di capi di abbigliamento delle migliori marche. Alla tipa piace fare shopping.

Fra le due camere c’è un bagno in stile moderno con la cabina doccia in cristallo.

Il salotto è soppalcato ed in alto c’è il letto dove la tipa riposa le sue stanche membra.

Facciamo quattro chiacchere di rito e ci fumiamo una sigaretta (all’epoca ero ancora assillato da questo vizio che con grandi sacrifici sono riuscito ad eliminare).

Dopodichè mi fa un cenno e mi chiede

– andiamo di là? –

Mi accompagna in camera da letto, accende alcune candele e uno stereo e poi mi dice:

- aspettami qui che mi vado a preparare -

Non nascondo che ero molto arrapato.

Pian pianino ordinatamente mi spoglio.

Una volta nudo (sempre con le mutande addosso per verificare l’effetto pirellone), mi tocca aspettare ancora un paio di minuti durante i quali lei si sta spogliando e preparando per l’incontro vero e proprio.

Nel frattempo mi fa delle domande dall’altra parte delle camera. Domande alle quali cerco di rispondere ma non riesco a farmi capire un po’ per la differenza di linguaggio, un po’ perchè non ascoltato.

Mi siedo sul letto e quindi lei appare.

Molto carina, devo dire.

Il fisico corrisponde alle mie aspettative e il gusto nell’abbigliamento si rispecchia in un completino intimo di color pastello e semitrasparente.

- Ti piaccio? – mi dice

- Porcazozza che figa! –

Lei mi sorride, ci abbracciamo e ci baciamo.

Sento che mugola mentre limona, sinonimo di piacere.

Le mie mani corrono in tutte le direzioni. Soprattutto verso il seno che cerco insistentemente per tastarne la consistenza e per pizzicare i capezzoli che nel frattempo si sono abbondantemente inturgiditi.

Ci buttiamo sul letto.

- togliti le mutande! – mi fa

Una volta nudo

- porca miseria! – sgrana gli occhi e mi tocca il cazzo come a verificare che fosse vero.

Con un piccolo sforzo, cerca di stringere l’asta per verificare la consistenza.

Dopo un paio di battutine, si ingolla la cappella.

Una bocca capiente e umida. E’ molto brava nell’arte del pompino.

Nel frattempo io continuo a toccare e sfregare quel corpo che mi piace tanto.

Le infilo prima un dito, poi due su per la figa.

Lei mugola e si bagna.

La patacca è completamente depilata nella parte inferiore, mentre in quella superiore presenta un pelo biondiccio rasato.

Continuiamo così per un paio di minuti, dopodichè sono costretto a chiederle di smettere se non voleva che le riempissi la bocca.

Si alza di scatto e prende un preservativo che infila in un attimo. Successivamente prende una cremina che mi dice essere stimolante e se la passa sulla bernarda.

Non appena punto la cappella, mi infilo fino alle palle.

Lei inarca la schiena con un mugolio di piacere e mi incita a continuare. Ovviamente con una eccitazione così importante non duro molto, ma successivamente mi ha detto di avere goduto lo stesso.

Mi alzo e mi reco in bagno.

Una volta terminato il lavaggio, andiamo in sala a fumare una pagliuzza (chi ha orecchie per intendere intenda).

Grandissimo relax a cinque stelle.

Una volta terminato, ci guardiamo negli occhi e io riprendo a toccarle il seno.

Dopo poco mi dice di volere tornare nello scannatoio e questa volta di scoparla per bene.

Limoniamo fino al letto e una volta sdraiati, cerchiamo con la bocca i rispettivi genitali.

Eseguiamo un lunghissimo ed appassionato sessantanove dove ho la possibilità di vedere un figone polposo e bagnato dentro al quale mi ci getto dentro con lingua, bocca e anche un pezzo di naso.

Ricominciamo la cavalcata.

Questa volta sono più in forma e sudiamo entrambi in un atto veramente infoiato.

Finisco alla pecora, con colpi di maglio e maroni che sbattono nonchè un dito a virgola ben piazzato nel buco del culo.

Rimaniamo distesi sul letto ansimanti.

Successivamente mi alzo e mentre lei si lava io faccio una doccia.

A differenza di altri, come saprò in seguito, io ho avuto una ottima esperienza che circa due settimane dopo ho ripetuto.

Adesso dicono si sia inflazionata molto e che le performance non siano più all’altezza, ma a me il fatto di essermi trombato con soddisfazione una starlette, mi arrapa anche solo il ricordo di quel pomeriggio.

…una dimenticanza alla quale pongo subito rimedio. La ragazza è pubblicizzata su quasi tutti i siti con nominativi diversi e forse anche con numeri di cellulare diversi. L’annuncio più attendibile è quello relativo a NICOLETTA dove peraltro sono presenti anche altre recensioni più o meno positive.

Commenti (6)

La starlette (prima parte)

Chi di voi non conosce la storia del povero Marco Pantani?

Penso che quasi tutti siano a conoscenza del fatto che il ciclista vincitore del giro d’Italia e idolo delle folle, sia morto a causa di un uso spropositato di sostanze stupefacenti.

Da quello che si è potuto apprendere dai media e quindi anche dai giornali, il ragazzo è stato vittima di una grave forma depressiva e ad un uso eccessivo di cocaina che lo ha portato inesorabilmente a toccare il fondo presso il Residence delle Rose nella notte di San Valentino (credo) di qualche anno fa.

In molti si saranno sicuramente soffermati sul fatto che più desta attenzione ovvero come ha fatto una persona come lui a finire in quel modo.

In pochi sanno, se non hanno letto approfonditamente le cronache, che dietro la figura del buon Marco, c’era una donna.

In pochissimi sanno inoltre, che questa donna è un’escort professionista e soprattutto che ha avuto l’annuncio su molti siti internet e che ora lo mantiene solo su escortforum.

Alcuni amici fidati, infine, sanno che il Big s’è scopato in più di una occasione la famigerata DAMA NERA.

Per dire la verità, quando sono venuto a conoscenza della sua vera identità, era già passato un anno e mezzo. Però fa sempre una certa impressione venire a sapere di essere stato con una “starlette”.

All’epoca stavo muovendo i primi passi nel mondo dell’escorting.

Bada bene, non in quello delle loft girl.

Cioè era già da tempo che giravo per gli appartamenti a cercare qualcosa di interessante, ma era una delle prime volte che andavo insieme ad una escort professionista.

Ricordo che ero indeciso fra la suddetta e Nausicaa (di cui ho accennato qualche post fa).

Fatto sta che un pomeriggio di novembre, decido di contattarla convinto soprattutto dalle fotografie che a quell’epoca giravano sul defunto Stuzzico e che promettevano di incontrare una ragazza che corrispondeva in pieno ai canoni da me ricercati.

In particolare mi attirava, come il miele attira le api, quel seno prosperoso difficilmente contenuto da un body di pizzo.

Non so perché ma mi ricordava una dama di inizio ‘900. I fianchi abbondanti ma non eccessivi, che creavano una sinuosa silouette.

Eppoi che dire di quello sguardo con un leggero strabismo, da gatta. Non che sia particolarmente amante dei gatti, ma in quelle foto che purtroppo non riesco più a rintracciare in rete, la ragazza mi guardava con occhi come da dire “non aspetto altro che te”.

Insomma, un annuncio corredato di immagini, molto ben costruito.

Avevo già telefonato un paio di volte per capire di che cosa si trattava e soprattutto per chiedere location e prezzi.

La voce al telefono non mi è mai sembrata entusiastica e per nulla invogliante.

Le foto però, quelle ogni tanto mi tornavano in mente e quando una immagine sale così insistentemente, diventa per me difficile trovare un’altra strada se non quella che conduce all’incontro.

Ricordo ancora adesso, come se fosse passata solo un’ora, che a bordo della mia auto, fermo ad un semaforo ad aspettare il verde, mi continuavo a chiedere:

- che faccio?
- Vado o non vado?
- Non è che mi prendo una colossale fregatura?
- E se poi non mi piace?
- Cazzo, 300 euro sono veramente molti!

Letteralmente mi stavo tormentando ma come spesso accade, sono passato in automatico all’azione.

Apro lo sportellino del cellulare e compongo il numero.

Dopo qualche squillo mi risponde la solita vocina un po’ scocciata con un forte accento dell’est Europa.

Apparentemente non mi riconosce quindi faccio tutte le mie brave domandine di rito.

Il tutto dura circa un minuto, massimo un minuto e mezzo e finisco con il prendere appuntamento di lì ad un’ora.

Quando ho finito la telefonata, sono esattamente dall’altra parte della città.

C’è tutto il tempo per arrivare puntuali, ma non di perdere tempo per la strada.

Mi devo recare a Riccione in zona porto canale.

Non sono mai stato a nessun appuntamento da quelle parti.

Sinceramente faccio fatica ad immaginare la tipologia di appartamento, visto che fino a quel momento, le mie esperienze non sono state felici da questo punto di vista. Di solito si tratta di condomini fatiscenti, piuttosto che di residenze estive opportunamente “riconvertite” a puttanodromi invernali.

Questa volta faccio fatica a credere ai miei occhi.

L’appartamento è ubicato in una zona signorile della Riccione “bene”. Una piccola palazzina di sei appartamenti, se non ricordo male, dalle pregevoli finiture.

La cosa mi ha molto tranquillizzato e per una volta avevo la certezza che nessuno avrebbe sospettato della mia presenza in zona. T

anto più che una volta parcheggiata la macchina e telefonato per avvertire del mio arrivo, la ragazza si sporge dalla finestra, per verificare chi sono e come sono.

Io alzo gli occhi e la vedo per un istante: con i capelli al vento mi sembra anche meglio di quello che immaginavo.

Questa sua mossa, dal mio punto di vista, ha consentito a un eventuale osservatore, di pensare che io fossi veramente un suo amico.

Mi reco molto tranquillamente al cancellino che lei con un ottimo tempismo, provvede ad aprire proprio mentre accenno ad appoggiare la mano sulla serratura.

Questa volta sono molto più tranquillo del solito.

La cosa si sta mettendo bene.

Salgo fino al secondo piano.

Fin qui nulla di strano rispetto ad una visita da amico.

I corridoi sono molto puliti e non c’è il solito odore stantio di disinfettante piuttosto che quello tipico dei trombodromi ovvero quello di fazzoletti umidificati.

Lascia un Commento

Attenzione alle new entry

Come spesso capita durante il periodo estivo, la riviera romagnola è oggetto di sbarco di numerose ragazze che si improvvisano del mestiere.

Ad un primo colpo d’occhio, la cosa può sembrare positiva, ma ben presto ci si accorge che molte di queste fanciulle non hanno nulla a che fare con una professione di relazioni come quella della escort-accompagnatrice-intrattenitrice.

Si rischia quindi di finire in casa dell’impacciata di turno, che non ha neppure idea da che parte prendere un ingrifato italico alla ricerca di uno svuotamento.

Il primo errore che commettono è sicuramente sulla richiesta del rate.

Ormai esiste un grado di sensibilizzazione da parte dell’utente finale verso questo argomento tanto che per una fornitrice, risulta alquanto controproducente puntare subito al rialzo.

Ultimamente sto notando una maggiore consapevolezza dimostrata dal consumatore finale.

In più di una occasione ho accennato al fatto che, quando si arriva di fronte alla ragazza prescelta, molto spesso si è alla fine di un film iniziato qualche ora prima nella propria testa.

Io lo chiamo “il viaggio” e qui si trovano un paio di post dedicati proprio a questo argomento.

Il coefficiente bellezza, in questo caso, ha sempre fatto la sua parte. Quanti di noi sono usciti da un incontro con la strafiga di turno, senza più un soldo in tasca ma con tante domande nel cervello tipo: questa è l’ultima volta, non mi faccio fregare più, la prossima volta che mi capita so io che prezzo pagare.

E puntualmente, con cadenza regolare, ci si ricasca.

Appunto perchè la mentalità italiana ed in particolare quella borghese romagnola, è tarata sul “chi più spende meno spende”. Ma quando c’è qualcuno che continua sistematicamente a perpetrare fregature, prima o poi si matura un concetto ed un atteggiamento diverso rispetto al problema.

Ed è questo il tanto agognato grado di evoluzione del putantourer consapevole.

- Io voglio scopare ma non per forza al prezzo che vuoi tu. Se non ti sta bene darmela, e darmela bene per X rosole, ce n’è sicuramente un’altra disposta a farlo. -

Alcuni chiamano questa tecnica come “il giratacchi”. Ovvero se tenti di prendermi in giro, mi alzo e me ne vò.

Se la mia signorilità mi imponeva fino a qualche tempo fa un certo stile, anche nei confronti di queste ragazze che molto spesso partono da un presupposto sbagliato, oggi sono più portato a “tirare dritto”.

Preferisco sapere che cosa sto comprando piuttosto che accontentarmi di una bella scatola, ma vuota.

Commenti (1)

Culo e ritorno in 90 minuti (seconda parte)

Il cervello ronza.

C’è una mosca dentro che gira e rigira nel vuoto totale.

Questa mosca ha un nome: Camilla.

Non che sia una gran figa, come ho avuto modo di descrivere poco più sotto.

Apro lo sportellino del cellulare e cerco il numero che ho preventivamente memorizzato.

Un paio di squilli e mi risponde.

Mi presento e lei sembra riconoscermi subito.

Questa volta mi riferisce che la sua location è cambiata e che non riceve più a Cervia, bensì in quel di Valverde, proprio nell’appartamento di “quella” sua sorella così interessante per le sue doti anali.

Sono al lavoro e fa caldo. Manca quella scintilla produttiva in grado di trasformare positivamente una giornata che sembra volgere al termine senza nulla di particolare.

Ad un certo punto, la mosca che ho in testa, si posa.

Bene, è ora di partire.

Scendo nel parcheggio e accendo la macchina. Sento subito il ronzio del climatizzatore che cerca in tutti i modi di cambiare la temperatura nell’abitacolo.

Non è una bella sensazione. Il corpo sembra quasi ribellarsi a questa commistione di climi e temperature così differenti. Sento la necessità, di slacciarmi il nodo alla cravatta. Tanto di lì a qualche minuto, l’avrei dovuto fare comunque.

Ingrano la prima e parto. La destinazione è nota e non faccio fatica ad indirizzarmi efficacemente verso Cesenatico, anche se in quell’orario del pomeriggio riminese, il traffico va progressivamente intensificandosi.

Una volta sulla SS 16, aumento progressivamente la velocità che porto stabilmente sui centoventi all’ora.

So che il limite è posto ai 90.

La macchina corre via liscia mentre nell’abitacolo la temperatura si è finalmente stabilizzata ed io ho smesso di sudare. Fortunatamente per chi mi incontra, sono un tipo molto pulito e nel caso particolare, mi ero fatto una doccia rinfrescante appena un’ora prima.

Passo lo svincolo di Torre Pedrera e imbocco il tratto a quattro corsie della statale in direzione Ravenna: accelero ulteriormente.

Per percorrere i sette/otto chilometri che mi separano dalla destinazione, impiego solo pochi minuti. In men che non si dica quindi, mi ritrovo sotto casa della tipa.

Una volta trovato il parcheggio, faccio la solita telefonatina confirmatoria. In quel frangente, ho solo pensato che forse qualcuno mi aveva preceduto. Mi avrebbe fatto incazzare parecchio la cosa. Non sono un amante delle file, soprattutto quando si tratta di fare sesso. Fortunatamente non è così ed infatti mi risponde dicendomi di salire al primo piano e che avrei trovato il portone dello stabile aperto.

Già, uno di quegli stabili architettonicamente progettati pro-troia.

Una volta di fronte alla porta d’ingresso sento una serie di rumori e di chiavistelli che si aprono. Sembrava di entrare dal portone di un castello fortificato.

Una volta dentro, mi rendo conto che Camilla per telefono aveva fatto finta di riconoscermi e che probabilmente non aveva più memorizzato il mio numero di telefono sul suo cellulare.

Facciamo un po’ di convenevoli di rito e alla sua domanda su che cosa avrei voluto fare, io rispondo molto tranquillamente che mi sarebbe andato bene il trattamento che non avevo ricevuto la volta precedente.

Via, si parte.

Io mi spoglio da una parte e lei che a differenza della volta precedente indossa un tubino nero, si reca in bagno e con la porta aperta, si accovaccia sul bidet iniziando una lunga procedura di rinfrescaggio della bernarda.

Una volta nudo, lei ha finito e ci incrociamo sull’ingresso della toilette dando vita ad una scenetta che oggi mi fa pensare a due conviventi che, poco prima di andare a lavorare, si sfiorano senza considerarsi durante le operazioni di preparazione per di uscire di casa.

Quando torno, mi chiede subito di sdraiarmi supino sul letto. Così facendo, riparte con il lavorino della volta precedente: linguetta da vipera molisana sulla cappellona in tiro.

Dopo un bel po’, allunga il braccio, prende un preservativo (rosso… bleah che schifo!) e mi inguanta il salame.

Il tutto senza mai mollare la presa e continuando a seghettare per mantenere il tono della faccenda.

Fatto ciò, si inghiotte senza difficoltà la testa ed incomincia a pompare.

Devo dire che questo lavoretto è stato svolto con grande perizia e professionalità, regalandomi veramente delle belle sensazioni.

Ad un certo punto si alza, si sdraia lei supina e allarga le gambe chiedendomi di infilarla.

Glielo punto e le do’ una botta secca fino alla base dell’asta. Lei rivolta gli occhi indietro, spalancando la bocca.

Non mi posso sbagliare, le piace.

Alza un po’ di più le gambe per agevolare la penetrazione e mi stringe violentemente con la mano destra la mia chiappa sinistra, avvicinandomi ulteriormente.

Mi scappa un gemito che lei prontamente ammutolisce ammonendomi di fare silenzio.
Io allora la guardo e le dico
– l’altra volta avevi detto che ti potevo fare il culo –
- No – mi risponde
- Come no? Sono venuto qui per questo! –

Mentre mi continua a guardare, estrare il punteruolo, si lecca quattro dita della mano destra e una volta insalivate, se le passa sopra l’orifizio anale, mentre il dito medio va in esplorazione per inumidire e lubrificare lo sfintere.

A questo punto si prende il cazzo fra le mani e se lo punta.

Il resto l’ho fatto io.

Ziipppp! Fino alle palle.

Un culo morbido morbido.

Lei rovescia la testa indietro e spalanca la bocca in un urlo silenzioso.

Sempre con la mano sulla mia chiappa, stringe fino a lasciarmi il segno, ma ormai ho capito che questo è un segnale di incitamento.

Io pompo un altro po’ finchè non vengo anche io travolto da un orgasmo che mi fa vibrare i muscoli delle braccia e mi costringe ad inarcare la schiena.

Il tutto non è durato molto, ma è stato molto intenso.

Mi estrae e una volta sfilato il profilattico, mi pulisce.

Mi rialzo, mi lavo e mi vesto.

Quanto ho pagato?

Beh, alla fine ho fatto un po’ lo gnorri. Lei voleva un centone ed io le ho detto che la volta precedente ci eravamo messi d’accordo per 120 e due giri.

Ha fatto finta di cadere dalle nuvole.

Mi è sembrato corretto sganciare 70 eurozzi (cinquanta di prestazione standard più l’utilizzo del culo).

Sembrava non gradire il mio comportamento. Le ho messo in mano i soldi, che non ha rifiutato e tanti saluti.

Ho rifatto la strada non so perché, mantenendo la stessa velocità dell’andata.

Fatto sta che una volta alla base, mi sono reso conto che erano passati i classici 90 minuti regolamentari di un match di football.

Commenti (3)

Questa volta la testa è a sinistra.

SÌ ALLA REGOLAMENTAZIONE.
APPLICARE LA LEGGE CONTRO LO SFRUTTAMENTO .
GRILLINI, VATICANO E PROSTITUZIONE: SBAGLIATE IPOTESI REPRESSIONE CLIENTI

(19/06/2007) – Come primo firmatario della proposta di legge “Norme in materia di prostituzione”, la 2229, sulla regolamentazione della prostituzione ritengo sia profondamente sbagliata la proposta vaticana che invoca il codice penale per i clienti delle prostitute.

La repressione della prostituzione a suon di articoli del codice penale è storicamente fallimentare.

Fermo restando quindi, la necessità e l’urgenza di una lotta severa allo sfruttamento, alla tratta e allo schiavismo di prostitute e prostituti, extracomunitari e non, esistono già abbondanti strumenti legislativi che vanno semplicemente applicati e la mia proposta aggrava la repressione nei confronti della prostituzione e della tratta delle schiave, i rapporti tra adulti consenzienti devono stare fuori dall’intervento dello Stato ed anche dal giudizio morale.

In un moderno Stato liberale, quando la prostituzione è una scelta legittima, la prostituzione può essere regolamentate e non repressa perché ciò che avviene nella vita privata senza violare la legge non dovrebbe essere oggetto di alcun intervento normativo.

La mia legge chiede il riconoscimento della dignità della persona che si prostituisce e della sua salute, e la regolamentazione dell’esercizio della prostituzione con la “zonizzazione”, e cioè l’individuazione nelle città di zone ove sia consentito l’esercizio della prostituzione senza fastidio per la popolazione residente, e propone l’innovazione della legge Merlin.

Il Vaticano, invece di invocare la repressione, dovrebbe interrogarsi sulle sue responsabilità, per quanto riguarda la propaganda sessuofoba che ha impedito la diffusione del preservativo nella lotta alle malattie a trasmissione sessuale e continua ad impedire quell’informazione sessuale nelle scuole, che garantirebbe una vera e autentica libertà sessuale. Non è con la repressione che si affronta un problema così delicato, ma semmai, con maggiori dosi di libertà e di consapevolezza in materia sessuale.

On. Franco Grillini – Sinistra democratica.

Questo è il LINK alla notizia.

Finalmente qualcuno che usa la testa non solo per appoggiarci sopra il cappello!

Lascia un Commento

Culo e ritorno in 90 minuti (prima parte)

Non è il nuovo record.

Anche perchè non ci sarebbe da stimarsi più di tanto.

E’ il tempo che ci ho messo per andare a trovare una girl, darle una trapanata al deretano e ritornare alla base.

Dopo qualche giorno di inattività dovuta soprattutto ad esigenze lavorative, l’ormone ricomincia inesorabilmente a farsi sentire.

Questa volta mi ronza nella testa una pulzella indicatami da un amico, la quale non ha annuncio su internet, ma solo un riferimento sul RDC.

L’amico in questione, mi aveva indicato questa non tanto per la sua bellezza, quanto per le sue doti di vera mignotta ciucciablighi, con una innata passione per il sesso anale.

Il problema è sempre quello burdelli: le dimensioni del mio pene.

Proprio come diceva Elio nella famosa canzone di John Holmes.

Non tanto per i trenta centimetri di dimensione artistica che non sono il mio caso, quanto più per il diametro della testa e del fusto che molto spesso oltre allo stupore, generano anche un certo “terrore” nelle ragazze che incontro.

Forse le uniche che ho notato non intimorite, sono ancora quelle di razza rumena. Anzi adesso che ci penso, sono proprio quelle che stanno zitte e si impalano fino alle palle oppure se lo ingoiano in un classico golaprofonda.

Sarà forse che dalle loro parti, il conte Vlad, ha fatto scuola

Tornando all’incontro, guarda caso la pulzella è una amica intima di una mia conoscenza ed in particolare della ragazza descritta nel post a puntate “che gran puzza di emme”.

Ero già passato a sondare il terreno un paio di settimane prima.

All’epoca aveva appena affittato un capanno… ehm pardon… un appartamento in quel di Cervia.

Parlo di capanno in quanto ho avuto l’impressione di essere accolto in un pollaio riadattato ad appartamento. Non che fosse sporco anzi, ma quello che mi comunicava era un vago tentativo da parte dei proprietari di trasformare un edificio il cui scopo originario era lontano dall’essere una civile abitazione.

Quella volta mi venne ad aprire una signora, perchè di questo si tratta e non di una ragazza, di circa 35 anni. Alta 160 cm e con il fisico apparentemente in ordine.

Fasciata in un body rosa ed un paio di scarpe nere con zeppa e tacco a spillo modello pornodiva. Di solito non sono particolarmente espansivo, ma avendo avuto una dritta “certa” sul tipo di performances concesse, mi sono permesso durante la trattativa di essere piuttosto spavaldo toccando culo e tette e mimando quello che avevo intenzione di fare.

Morale, mi accordo per un doppio shot full optional con secondo giro a sintonizzazione su rai2 per la modica cifra di centoventieurispicci.

Appena ritirato in conquibus, in quattro, quattr’otto e due dieci, sono nudo e pronto a farmi strapazzare per benino.

Ovviamente il mio amico pilone è già in tiro e sta facendo la sua porca figura agli occhi di una stupefatta “Camilla”.

Parte facendomi stendere supino sul letto.

Mi mette le mani sulle caviglie e, come una gatta, si avvicina al pirellone.

Ne saggia la durezza e la consistenza della cappella. Il tutto senza mai staccarmi gli occhi di dosso.
Inizia un movimento ondulatorio (sega) un pochino impacciato in quanto non riesce a chiudere bene la mano intorno all’ingombrante asta.

Avvicina la bocca al testuto ed estrae una linguetta perfettamente triangolare e dura come la pietra che muove a destra e sinistra sfiorando il mio glande proprio come una vipera molisana.

La cosa è estremamente piacevole e l’idea è quella di finire il primo round con una bella sborratona “du c’a ciap a ciap” così, senza dire niente.

Mentre è all’opera faccio la mossa di metterle una mano tra le gambe e così facendo lei si sposta per agevolarmi.

Tocco la patacca e la sento mooolto umida.

L’eccitazione sale, e di brutto.

Lei si interrompe.
Mi guarda.

- c’è un problema! -

- cioè? – rispondo io

- cose di donne… -

- opporcaputtanazzatroia di quella maledetta vigliacca bastarda inchiodata al tronco d’albero! Echeccazzo! Non sapevi che ti dovevano venire le tue cose, mannaggia a te! –

Dico questo alzandomi e correndo in bagno.

Mi igeinizzo al massimo le mani e intanto che ci sono, mi lavo anche l’uccello.

La fortuna è stata che il tutto è successo prima di un qualsivoglia contatto.

Dopo poco arriva anche lei che si inginocchia sul bidet e inizia a lavarsi la passera.

E’ quasi dispiaciuta e si scusa a profusione.

Mi dice che se voglio, le posso fare anche solo il culo!

Ma guarda la Marianna!

Siamo proprio agli estremi!

Io ringrazio, mi vesto e me ne vado, ma non prima di avere ritirato per intero il prezzo pattuito.

Sono uscito molto tranquillamente devo dire, anzi dicendo che più avanti avrei richiamato.

Ed infatti, così ho fatto questo pomeriggio.

Commenti (3)

Un’avventuraza

Questa storia risale a qualche tempo fa.

Solo ora mi permetto di scriverla visto che avevo pubblicato la recensione su EF ma per motivi legati alla mia privacy, sono stato costretto a contattare l’amministratore del servizio per una pronta cancellazione.

La TIPA infatti, mi si era letteralmente attaccata come un gatto ai maroni!

Non riuscivo più a scrullarmela di dosso. Non che si fosse innamorata, per carità e meno male!

Per il fatto che a suo avviso la recensione da me postata non era attinente al vero.

Dovete sapere che, ingannato dal servizio fotografico, mi sono recato da una girl alla quale avevo già fatto visita un paio di anni prima. E la cosa più sconfortante è che non è neppure una figa che rientra nei miei canoni.

Perché allora mi sono fermato?

Qui bisognerebbe aprire un capitolo a parte.

Come ho già accennato in più di una occasione, il putantourer medio, quando si presenta alla porta di una girl, nella sua testa ha già vissuto per un buon 80% il film dell’incontro, motivo questo di un basso indice di performance ottenuto al primo colpo.

Chiaro che esistono eccezioni.

Conosco persone che si “segano” prima di un incontro in modo tale da capitalizzare al massimo l’investimento.
Io faccio parte della categoria, come ho già detto in un altro post, di quelli che non buttano via niente di un incontro.

Punti di vista naturalmente.

Fatto sta che sono rimasto attratto dalle foto sicuramente non per la bellezza della ragazza, quanto più per una questione di amatorialità che trasmettevano.

Pensavo che se anche non fosse stata il massimo, forse sarei riuscito a coinvolgerla adeguatamente e quindi avere una performance interessante.

Una volta al telefono, mi indirizza nel puttanodromo numero due di Rimini ovvero il residence Romea (immaginate se questa parola viene censita dai motori di ricerca e compare questo post subito dopo il sito internet della struttura… ci sarebbe da ridere!) già luogo di altri incontri più o meno interessanti uno dei quali con la “scimmia urlatrice” di qualche post fa.

Insomma, dal mio punto di vista c’erano tutti gli ingredienti per ottenere un buon incontro.

Il prezzo indicato nell’annuncio non era sicuramente dei più economici ma, anche in questo caso, mi ero lasciato guidare più dalla voglia che non dalla ragione.

Pensavo fosse una amica di un’altra girl con la quale in passato mi sono trovato più che bene e quindi sono andato per emulazione.

Il fatto stesso dell’avermi riconosciuto dopo il primo squillo di telefono, mi avrebbe dovuto far sospettare che la fanciulla ha la brutta abitudine di memorizzare i numeri di telefono.

Così infatti è stato.

Arrivo quindi all’appartamento.

Salgo e mi apre la porta questa tizia che in un primo momento non riconosco ma che successivamente mi ritorna in mente.

La prima volta non fu una brutta esperienza: lei mi sembrò dolce e partecipativa, ma comunque una troia sui generis.

Una non professionista.

Contrattiamo e mi spara il prezzo rilevato sul sito internet.

Ormai ero lì ed ho pagato. L’errore è stato quello di non concordare anticipatamente il numero di shots e i servizi compresi.

Non vi dico come è andata una volta nudi sul letto.

Una tristezza globale dove io mi aspettavo chissà che cosa mentre lei faceva il suo minimo sindacale che poi capirò anche coincidere con la sua massima capacità di intrattenitrice.

Insomma ingrifato più che mai, faccio fatica a tenere la botta e in 15 minuti più o meno, sono KO.

Bella roba!

Non ricordo bene come, fatto sta che mi sono alzato sono andato in bagno a rinfrescarmi e nel mentre lei si è rivestita come se nulla fosse.

Finito tutto? Non ci potevo quasi credere.

Non ho voluto fare discussioni anche perché non è nel mio carattere, ma una volta pagata (il rates le è stato consegnato alla fine) mi sono trattenuto un cinquantino.

Era comunque troppo per una mezza sega, una leccata di palle ed una chiavatina.

Forse aveva inciso il fatto che alla fine mi sono permesso di chiedere se potevo fare una doccia.

Insomma, una volta in strada, mi rammarico per l’ennesima volta di avere ceduto alle tentazioni di una che non meritava neanche un quarto di quello che ha percepito.

Decido che è il caso di segnalare la megera agli amici del forum e, molto diligentemente, una volta a casa, provvedo ad inserire una dettagliata recensione sull’incontro.

Cazzo! Scusate l’epiteto, il sistema non fa in tempo a postare il mio scritto, che lei mi chiama al cellulare.

Neppure a farlo apposta, ero proprio vicino ai miei familiari (eh sì, anche il Big ha una famiglia!) e stavo rischiando di brutto.

Naturalmente ho bofonchiato qualcosa all’apparecchio nella speranza di non essere interpretato. Fortunatamente il mio spirito di conservazione, mi ha permesso di salvarmi.

Con una scusa, mi alzo da tavola e mi allontano.

Uscendo di casa la ricontatto e le chiedo che cosa stava succedendo.

Lei mi risponde che io ero un mascalzone, che non si scrivono certe cose di chi professa onestamente il proprio lavoro e via dicendo.

Dal canto mio ero preso dal panico e non vedevo modo di riuscire a sganciarmi da quella situazione.

Le prometto quindi che avrei provveduto alla cancellazione della recensione.

Una volta da solo, ho contattato l’amministratore del servizio e gli ho spiegato la situazione.

Come è stata inserita, così è stata eliminata.

Ho passato comunque un paio di giorni a guardarmi le spalle da eventuali attacchi alla mia privacy.

Meditate gente, meditate.

Commenti (3)

Quando si dice: CATTOCOMUNISTA

Prostituzione: sit-in cattolici e comunisti a Padova

venerdì 15 giugno 2007 17:36

Manifestazione cotnro la prostituzione questa sera all’Arcella a Padova. Ad organizzare l’iniziativa l’associazione Papa Giovanni XXIII guidata da don Oreste Benzi. Alle 20,30 nel santuario di Sant’Antonio in viale Arcella è previsto un incontro pubblico con lo stesso don Benzi. Sono stati invitati il Sindaco, il questore e il dirigente della squadra mobile per dare la loro testimonianza sul fenomeno. Alle 21,30 vi sarà una fiaccolata lungo le vie del quartiere. Secondo l’associazione Papa Giovanni sulle strade di Padova vi sono ogni giorno circa 200 prostitute e il 40% sono minorenni. In maggioranza vengono da paesi dell’Est europeo.

Questo è il link alla notizia.

Che dire…

Io sinceramente non ce l’ho con il buon Benzi.

Penso che sia una brava persona e che meglio di così non possa fare.

Penso anche che se non avesse fatto il prete, sarebbe stato un ottimo puttaniere.

Buon fine settimana a tutti!

Lascia un Commento

Articoli precedenti »