Archivio per Racconti di avventure

Non mi ricordo di Victoria!

Victoria a Portoverde

Lei dice – ci siamo già visti!

Io le rispondo – Non mi ricordo

Lei ribatte: – come non ti ricordi? Al mese di dicembre… a Rimini. Ero a casa di una mia amica.

Io -Sinceramente non ricordo. Abbiamo fatto sesso?

Lei – Certamente

E mi guarda con occhio malizioso, come se ce ne fosse bisogno vista la sua tenuta estiva rappresentata da una bucherellatissima maglietta di rete e… basta. Ma tant’è, non gira quindi nulla da fare. Faccio solo il minimo indispensabile per reclutare una nuova inserzionista. Un po’ di chiacchere e via! Strano che non me la ricordo… eppure io un giretto su questa giostra lo rifarei.

Mah, misteri della mente.

PS: in giornata pubblico l’annuncio su damedicompagnia.com

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A chiavare le belle… (seconda parte)

(…)

Come sempre mi attrezzo con tutto il materiale necessario per il raggiungimento dell’obbiettivo. In questo caso, trattandosi di una “preda” inquadrata vecchio stile (in tutti i sensi), ho provveduto a ritagliare preventivamente  il pezzettino di giornale che riportava l’articolo con l’annuncio.

Un colpo di telefono e mi risponde una vocina squillante con un forte accento romagnolo. Non sbaglio a intendere, infatti mi riferisce di essere una trentaquattrenne faentina, in cerca sia di divertimento che di un estemporaneo business godereccio. La cosa mi intriga, quindi fisso un appuntamento da lì a qualche minuto.

La tipa mi indica come luogo dell’incontro, un noto puttanodromo ormai in disuso nei pressi della stazione ferroviaria di Rimini. In pratica quello che una volta era l’hotel Eremitage, ora adattato a residence.

Purtroppo sembra proprio che il condominio sia vittima di una put-maledizione perpetrata nei miei confronti. Già in passato mi capitò di recarmi in loco e di dover girare i tacchi, trovando peraltro da dire con la tipa di turno. Sinceramente fuori dal portone, mi è sorto un sospetto e stavo quindi per tornarmene alla base. Il mio sesto senso questa volta non è stato sufficientemente forte da bloccarmi.

Una volta sceso dalla macchina, parto come un pompiere alla volta dell’appartamento della “signorina”. Prendo l’ascensore che rumorosamente arriva al piano desiderato. Una porta mi aspetta socchiusa indicandomi la strada da percorrere. Sento un

- vieni, accomodati pure! – .

La voce corrisponde a quella ascoltata al telefono ed io mi infilo nell’appartamento. Percorso un breve tratto di corridoio, mi ritrovo in sala. Attendo un attimo e da una camera mi compare questa tipa: centosessanta centimetri con i tacchi. Peso pocopiù di un terzo del mio (io sono sul quintale). Capelli biondi tinti, secca come una acciuga e trentaquattro anni… anzi qualcuno di meno, fortunatamente… ma per gamba!

Mannaggia a me, l’unica cosa che corrisponde è la voce. Cosa fare? Trasformare in positiva una eventuale esperienza negativa? Questo è il compito del punter modello!

Bene, decido di rimanere scommettendo sulla professionalità ed esperienza della “ragazza”. Mi sciorina un stringatissimo (fortuna mia) menù che chiudo spendendo la cifrona di 50 euro. Mi fa accomodare nel bagno per le abluzioni di turno. Nel frattempo, si sarebbe preparata. Quando torno in camera, mi trovo di fronte qualcosa che è anche peggio di quello che immaginavo. Per farla breve di lì a poco avrei avuto la mia granny experience (esperienza con la nonna). Non so come ho fatto a mettermi in tiro. Forse anche questa è una qualità del punter d.o.c., non ne ho idea. Mi soono dovuto fare passare per la mente e questa è sicuramente una cosa gravissima andando a sesso a pagamento, il miglior pornazzo visto nella mia vita. La beffa è poi stata il fatto che non riuscivo a venire. Questa era lì a gambe per aria, io che cercavo di non guardare. Lei attentissima sia al preservativo che alla mia eventuale irruenza. Insomma un disatro. Poi dai, gira, sgrilletta e spugnetta, sono riuscito ad arrivare, anche se con enorme fatica al capolinea. Cinque minuti ed ero di nuovo in strada. Considerazioni? A chiavare le belle, sono capaci tutti ma… quelle brutte è meglio evitarle.

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A chiavare le belle…

…sono capaci tutti. Sull’eco di questo motto, mi sono trombato di tutto e di più. Sempre e ovviamente, in campo eterosessuale. Uno contro una, contro due e una volta, che presto racconterò, anche contro tre!

Il limite massimo che fino a qualche settimana fa non era ancora stato affrontato è quello della MILF al limite con la GRANNY. Insomma le donne fra la fine dei quaranta e i cinquanta. In una occasione, mi sono trovato di fronte una vecchiarda più vicino ai sessanta che non ai quaranta. Non che mi fossi recato da lei con l’intenzione di trovarmi di fronte una giovane verginella, ma neppure una ispanica megera visto poi che il contatto era avvenuto in riferimento ad un numero di telefono che avrebbe dovuto corrispondere alla sua amica, da me carnalmente e piacevolmente conosciuta in più di una occasione.

In pratica, una volta nell’appartamento, mi ritrovo di fronte questa tapparlotta di circa cinquantacinque anni, tutta avvolta in nylon contenitivo per evitare trasbordamenti imbarazzanti di pelle cadente forse in eccesso per una vita di gravidanze. Decido di rimanere visto che l’obolo era pari alla velocità urbana.

Più che altro accetto la sfida che però perdo al primo colpo di blowjob.

Non che la tipa non ci sapesse fare. O meglio, sinceramente non mi ricordo neppure se l’arte era adeguata al servizio richiesto, ma è che ben presto il mio cervello ha iniziato a distrarsi e a concentrarsi sul contenimento della risata che progressivamente mi stava squassando l’addome.

Lei mi guarda e mi fa : – que pasa? No te gusta? -
ed io: porta pazienza ma ‘gne la faz (non ce la faccio)… mi scapa da rid (mi viene da ridere).
Il tutto era dovuto al fatto che stavo cercando una plausibile scusa per non offendere la “signorina”. Insomma in quattro e quattr’otto, ridendo, mi rivesto e salutando, chiedo se per caso aveva una amica un po’ più giovane. Tanto che, per non sapere nè leggere nè scrivere, mi ha indirizzato verso un appartamento nel medesimo stabile dove avrei trovato una cara ragazza, un po’ rotondetta, ma di età sicuramente più abbordabile.

E così è stato.
Purtroppo, circa tre settimane fa non è andata proprio così. Questa volta mi sono impuntato con l’obbiettivo di portare a termine ciò che avevo iniziato.

(segue)

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No prof? Mah…

Già non sono convinto dell’esistenza delle professioniste ovvero, esiste un sistema per catalogare chi esercita servizi di accompagnamento per adulti? Partendo da questo presupposto, esistono quelle che lo fanno estemporaneamente, senza una organizzazione stabile che possa essere definita attività? Perché questa domanda: semplice perché dal mio punto di vista nel momento in cui una tipa si concede esplicitamente per denaro, altro non è che una professionista. Forse l’indicare una professionista alle prime armi, è il termine più corretto.

Fatto sta che è un po’ di tempo che leggo di mirabolanti avventure di utenti del forum che incontrano splendide, a dir loro, fanciulle che si concedono chi per più chi per meno euro, ma che comunque hanno un valore aggiunto determinato dalla passione con la quale esprmono questa loro condizione. Non nego la mia stima in questi utenti che molto spesso fanno letterali salti nel buio incontrando ragazze o donne, sulla base di un paio di righe di descrizione presenti sui soliti siti di annunci gratuiti pubblicati da Bakeca a Kijiji, passando per Adoos e Netgaphono. Insomma hanno veramente un bel coraggio.

Qualche giorno fa, sfoglio i vari thread e mi imbatto in un piacevole racconto di un incontro avvenuto appunto con una sedicente “non professionista”. Il narratore è comunque sufficientemente affidabile tanto che nell’arco di qualche ora il topic prende consistenza e sono tanti gli utenti che danno il loro contributo, confermando chi più chi meno, quanto detto dall’amico nel post iniziale.

La noia ha quindi fatto il resto.

In questi giorni mi ritrovo con poche cose da fare, il che corrisponde ad una normale attività di otto ore di un qualsiasi lavoratore italiano. Finisco quindi per prendere in seria considerazione l’incontro con questa ragazza. Premetto che un altro elemento ostativo è rappresentato dal fatto che spesso questi soggetti hanno la necessità di fissare un appuntamento con largo anticipo.

Vabbè, con pazienza, prendo il fido cellulare, compongo il numero e attendo la risposta. Passano sette o otto squilli prima di ottenere udienza dall’altra parte dell’apparecchio. Mi risponde una vocina sorridente, troppo sorridente. Sulle prime ho pensato al solito scherzo di qualche sedicenne alla ricerca di una ricarica facile per il telefonino. Poi quando la discussione è andata in profondità , mi sono dovuto ricredere capendo di essere di fronte effettivamente ad una persona che esercita il mestè anche se non in via continuativa ed organizzata. Mi viene concesso l’appuntamento per il giorno successivo, nel primo pomeriggio.

Ho ancora molti dubbi: mi sembra di essere tornato alle prime esperienze ante internet, dove effettivamente l’attività di punter era una mera scommessa con l’obbiettivo di trovare qualche cosa di interessante dietro le poche righe di un annuncio sul quotidiano locale. Durante il tragitto, provo a contattare la tipa per preannunciare che probabilmente sarei sopraggiunto in anticipo di qualche minuto. Durante il contatto, mi comunica anche parte dell’indirizzo in modo tale da recarmi il più vicino possibile all’appartamento.

La strada, nelle prime ore pomeridiane, è sgombra tanto che arrivo puntualissimo all’appuntamento. Una volta parcheggiata l’auto, faccio il solito colpo di telefono confirmatorio e mi viene indicato il civico che sarà sede dell’incontro. Questo corrisponde ad un piccolo appartamento collocato al piano terra di uno stabile, molto probabilmente utilizzato solo ed esclusivamente nel periodo estivo, visto che mi trovo in una nota località turistica che letteralmente “muore” all’approssimarsi del periodo autunnale.

Arrivo al portoncino che trovo aperto. Faccio comunque uno squillo al campanello. Mi apre una ragazza giovane anzi, molto giovane. Sicuramente ventenne come da descrizione. A dire il vero non sono né deluso, né soddisfatto. Insomma corrisponde all’idea che mi ero fatto della persona in funzione delle descrizioni che avevo letto. Il viso è piuttosto carino soprattutto per il fatto che la tipa sorride di continuo, divertita lei per prima della situazione che si sta creando.

La casa è un po’ in disordine, ma di quello che denota un locale vissuto e non sporco. La tavola è ancora apparecchiata: sopra una tovaglia a quadri, c’è una coppa di vino e un paio di bottiglie di acqua.

- Vuoi qualcosa da bere?

- Un po’ di acqua, grazie

Mi viene offerto un bicchiere di acqua naturale che non finisco neppure di bere.

Nell’arco di qualche istante, lei mi si avvicina e mi mette una mano sulla zip del giubbotto che fa scendere. Me lo tolgo e nel fare questo gesto, lei mi bacia voluttuosamente facendomi sentire tutta la sua lingua in bocca.

Continuiamo così per un po’.

La sensazione è quella di stare con la propria fidanzata, ma non a quasi quarant’anni, ma quando se ne aveva sedici o diciotto, con quel senso di scoperta che guidava le mani alla perlustrazione reciproca del corpo.

Mi si appoggia sulla patta verificando con un mugolio che sono pronto alle danze. Scende piano, slaccia la cintura quindi il bottone, calando la zip. Mi abbassa gli slip e incomincia lentamente un sonoro bocchino, fatto con maestria, tanto che non sembra neppure eseguito da una ventenne.

In quel momento, l’aspetto fisico passa in secondo piano. Continuiamo così per diversi minuti, io in piedi in cucina, lei accovacciata a succhiarmelo. Poi si alza e mi guida in camera da letto. Nell’arco di qualche secondo siamo nudi entrambi. Lei non sembra vergognarsi del suo aspetto fisico che ora, a distanza di qualche giorno, giudico non bello o meglio, trascurato.

Il lavoro che fa con la bocca è veramente divino e detto da uno che ama scopare piuttosto che ricevere un rapporto orale… Lo prende, lo succhia, lo bacia e lo lecca. Poi si inumidisce le mani per ottenere un effetto lubrificante e le utilizza per aumentare le varianti della prestazione. Mi fa arrivare fin quasi al culmine quando decido di prendere in mano il gioco. In ginocchio al bordo del letto e lei, comodamente supina a gambe larghe, mostra il suo sesso, rosso di passione e contornato da un pelo corto ma fitto. Dedico l’attenzione al suo clitoride per lungo tempo ma a quanto pare la ragazza è “vaginale” tanto che mi chiede di penetrarla con una o più dita. Più in basso vedo il suo ano. Ad una prima apparenza, mi sembra essere “trafficato”: buon segno, magari ci può scappare anche qualche penetrazione in orifizi alternativi.

Passano così altri minuti finchè, non decidiamo di passare al sesso vero e proprio. Indosso l’impermeabile e la penetro. Lei mi guarda negli occhi e mi attira a sé baciandomi voluttuosamente. Prende tutto quello che le offro, ogni tanto incitandomi ad affondare maggiormente. E’ molto stretta e un po’ per l’ottimo lavoro orale, un po’ per la situazione e l’aderenza alle pareti strette, il coito dura poco tempo ma credo (anche se sinceramente mi interessa poco) con soddisfazione reciproca.

Una volta fermi, la temperatura dell’appartamento scende repentinamente tanto che rimanendo nudi sul letto in attesa del “risveglio”, mi intirizzisco dal freddo. Parliamo un po’ di tutto finchè non tocchiamo l’argomento internet e il forum, dove ancora una volta vengo a conoscenza del fatto che c’è qualche deficiente che si presenta con la recensione in mano a fare la trattativa. Che tristezza ragazzi! A sentire queste cose, ho rischiato la discesa definitiva della catena. Fortunatamente ci ha pensato lei a tirarmi su il morale, eseguendo un pompino quasi
migliore del precedente poi trasformato in un ottimo rapporto a due/tre posizioni finito alla pecora di potenza.

Lavaggio, doccia per riscaldare il tutto, quattro chiacchere, baci abbracci e tanti saluti.

Ancora ora ci penso… voti? 5.5 per l’aspetto fisico, 7 per la partecipazione e 9 per il sesso orale.

Insomma una professionista “occasionale”.

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Un dispetto alla escort che "non ci sta"

Strano trovarsi di fronte una escort che ti dice di no.

In effetti per quello che è la mia personale esperienza, è capitato più di una volta di trovarmi in questa empasse cercando innanzi tutto di capire il perchè. In pratica un paio di giorni fa, mi è capitato di andare a trovare alcune “amichette” semplicemente per regolare la gestione e la tempistica degli annunci pubblicati su DAMEDICOMPAGNIA. Ho passato un paio di piacevolissime orette a fare chiacchere e a confrontarmi con le due ragazze. Chi sono? Dalila e Candy.

Quest’ultima purtroppo, ha terminato per ora

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Capita anche questo (2a parte)

Ed infatti così ho fatto. Con il massimo del mio spirito liberale, ho dato appuntamento alla ragazza in questione presso un grosso ed affollato parcheggio nei pressi del centro storico di Rimini.

Una delle cose che mi colpisce di più nelle persone, è la loro puntualità o meglio la loro tendenza a cercare di rispettare gli orari. Sicuramente non è il caso di questa ragazza visto che circa quindici minuti prima di arrivare in loco, mi inva un messaggio dicendo di essere leggermente in ritardo e che quindi sarebbe trascorso qualche minuto prima del suo

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Capita anche questo

Torno a scrivere dopo molti giorni e dopo alcune polemiche che si sono accese in questi ulitmi giorni discutendo della mia posizione personale rispetto alla prostituzione in genere. Ribadisco che su questo blog, si scrivono solo avventure realmente accadute e non c’è nessun interesse diverso dal piacere di scrivere e

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Finalmente una italiana

Negli ultimi tempi, ho avuto l’opportunità di osservare le tendenze del mercato del meretricio romagnolo. Penso di non dire una novità affermando che in giro si trovano quasi ed esclusivamente ragazze provenienti dai paesi dell’Est Europa. Non che questo rappresenti un blocco per la normale attività di punter, ma come ampiamente illustrato in altri scritti ed in altre ambientazioni, questa tipologia di articolo presenta una serie di fattori negativi. Innanzi tutto le ragazze non conoscono nè il mercato nè tantomeno le esigenze del puttaniere italiano medio. Quindi passano i primi quindici giorni di permanenza nella nuova città, a capire come funziona, sparando rates a casaccio per tentare di trovare quella linea di comportamento che consenta loro di creare quel giro minimo di clienti tale da giustificare almeno il biglietto di andata e ritorno.

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Le escort e la timidezza

Dal titolo potrebbe sembrare un paradosso ma in realtà le escort, in quanto donne ovvero persone fatte di carne, sangue e sentimenti, possono in alcuni casi manifestare la propria timidezza.

Alcuni giorni fa sono andato a fare un servizio fotografico ad una, a mio avviso, bellissima ragazza di origine russa, ANIA. Una modella alta più di un metro e settanta che con i tacchi mi superava di qualche centimetro tanto che, a differenza di altri incontri, ho avuto la possibilità di guardarla dritto negli occhi mentre parlavo. L’appuntamento è avvento alle 9.00 di mattina, presso il suo studio di Miramare di Rimini.

Per chi non conoscesse la zona, questa una delle poche frazioni turistiche che si affacciano sul Mare Adriatico,

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Ti salta addosso e tu che fai? (la fine…. finalmente)

Queste ragazze sono assolutamente narcisiste. Per dire la verità lo sono tutte le donne in genere. Ma le prostitute maggiormente forse perchè sensibilizzate dal fatto che in parte devono lavorare con la propria immagine. Come vi dicevo, questo era uno dei miei primi servizi fotografici. La mia aspettativa era essenzialmente quella di rimediare un po’ di materiale veritiero (e ci tengo a sottolineare questo aspetto) da pubblicare sugli annunci di DAMEDICOMPAGNIA. Una volta in possesso di qualche scatto decente, mi sarei affidato, per colmare le mie lacune di fotografo, al buon photoshop.

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