Archivio per Sondaggio

I risultati del sondaggio

Il sondaggio si è chiuso.

Anche questa volta, una nutrita schiera di votanti ha manifestato i propri pensieri rispetto al mondo dell’escorting.

La domanda che veniva posta alla platea dei punter riguardava le motivazioni che fanno di un uomo un puttaniere.

Sono stati presi in considerazione quattro aspetti, strettamente collegati l’uno all’altro e veniva chiesto di esprimere la propria preferenza in funzione della spinta emotiva principale che porta ad andare con una prostituta.

Partendo dal basso, un 15% ha affermato di andare a puttane seguendo un principio di coerenza:, questo è un modo per ottenere lo stesso risultato che si ha andando a “fighe” in modo tradizionale e paradossalmente, contenendo le spese. Ciò è emerso anche da alcune osservazioni fatte dall’amico “Novizio” nei post pubblicati nei giorni scorsi ovvero una prostituta è una scorciatoia economica al flirt che spesso non porta a nulla.

Il maschio latino dà segni di debolezza per un buon 25% di popolazione vacillando di fronte ad un rapporto che non lo soddisfa, probabilmente non solo dal punto di vista sessuale. Qui veramente è necessaria una riflessione per coloro che hanno manifestato questo pensiero. Non è questa la sede però, per analizzare tali problemi esistenziali.

Un altro 27%, cerca quelle esperienze che altrimenti difficili se non in alcuni casi impossibili da trovare. In questo caso si palesa nuovamente l’arretratezza della cultura sessuale della nostra società, perlomeno in quella italiana.

Fa da padrona con il 32% delle preferenze la classica “svuotatina”.

Peccato che questi scritti debbano essere vincolati alla lettura solo di una platea specifica, ovvero di coloro che sono interessati al mondo che oggi viene definito con il termine di “escorting”.

Molte donne che non praticano l’arte, dovrebbero fare tesoro di questi dati perché, oltre ai sondaggi di “Donna Moderna” piuttosto che di “Amica” o detta alla romagnola, pez ch’a ne pez a “Novella 2000/3000”, bisognerebbe ascoltare il cuore dei propri mariti se sposate o fidanzate, piuttosto che l’amico o il collega, nei caso delle singles.

Il punter è l’espressione di una società dal punto di vista sessuale in mano alle donne.

Sessualità che viene tenuta stretta fra le gambe fino a fare ragnatele e muffa.

Peccato perchè, come diceva il saggio puttaniere, chi se la tira… prima o poi se la strappa!

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Nuovo minipool

Sempre alla ricerca di caratteristiche fondamentali per la creazione del profilo del nostro punter del 21° secolo, la domanda del minipool di questi giorni è relativa alla motivazione che spinge un uomo a diventare un puttaniere.

Come al solito, vi invito ad andare in profondità e quindi di non rispondere superficialmente. Può sembrare banale ma dal mio punto di vista non esiste un punter, che ricopra questo ruolo s’intende e che non sia un estemporaneo dell’attività, che non si sia fatto questa domanda almeno una volta nella vita.

A me in particolare, mi sovviene quando esco da un incontro e più di frequente quando quest’ultimo si è concluso con un nulla di fatto piuttosto che con una esperienza da dimenticare.

Sono questi i momenti in cui si riflette e ci si domanda se effettivamente esiste una necessità primaria che spinge insesorabilmente ad andare a puttane perchè non dimentichiamoci mai, qualsiasi nome utilizziamo per catalogare le nostre “amiche”, ma sempre di questo si tratta.

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Vincono le brasiliane

Il mini sondaggio della settimana si è concluso con una decisa vittoria delle ragazze brasiliane (45%) che raccolgono da sole quasi la metà delle preferenze. Ricordo che la domanda era la seguente: UNA RAGAZZA SINONIMO DI “BOTTA SICURA”, DEVE ESSERE… dove, più specificatamente si voleva fare riferimento al fatto che, nella babilonia dell’offerta di girl, a quale nazionalità appartengono le ragazze che, senza tante referenze, mediamente concedono un buon servizio.

Chiaramente la definizione “brasiliana” è un termine allargato che comprende tutte le ragazze appartenenti alla regione dell’America latina.

Sarebbe interessante approfondire questo argomento ed infatti, il prossimo sondaggio riguarderà le motivazioni che hanno spinto così tanta gente a votare per le ragazze dalla pelle mulatta.

Al secondo posto (30%), giungono le ragazze dell’Est Europa che smentiscono pienamente la fama che si sono create di belle ma glaciali. Non vorrei avere influenzato la platea dei votanti con le mie piacevoli esperienze vissute ultimamente nei vari trombodromi magiari presenti nel riminese.

Al terzo posto, ma nettamente sconfitte, le italiane (16%). Forse per il fatto che queste ragazze appartengono quasi sempre a categorie un po’ elitarie o che in effetti, in circolazione ce ne sono veramente poche e di queste ancora meno sono valide.

Ultime le asiatiche (1%). Non accenno nulla in tal senso anche perchè la scuola dell’estremo oriente non ha da insegnare nulla a nessuno e sarà solo questione di tempo vedere in azione la proverbiale organizzazione del popolo con gli occhi a mandorla, anche in questo settore.

Tutto sommato, mi sembra che questi risultati abbiano anche una stretta correlazione con l’offerta del mercato dove ultimamente, a parte il fenomeno delle OTR, esiste ancora una netta prevalenza di ragazze provenienti dal Sud America.

Emerge quindi un’ altra caratteristica del nostro 21st century punter ovvero una predilezione per i chunky booty del carnevale di Rio.

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Da dove vieni?


Sempre all’esplorazione del 21CP (21st Century Punter), il mini sondaggio di questa settimana, pone l’attenzione su una domanda banale ma che tutti i punter sistematicamente pongono all’atto del primo contatto con la ragazza di turno ovvero: da dove vieni?

In alcuni casi la risposta è inequivocabilmente sinonimo di onestà da parte della tipa nel senso che molte, oltre a mettere annunci più o meno intriganti e foto strappate da altri siti web, mentono anche sulla propria nazionalità. Questo per una furberia da poco in alcuni casi, ma anche per un discorso di discriminazione al quale vanno incontro in funzione delle varie aree geografiche che frequentano.

Mi è capitato molte volte di avere a che fare con brasiliane che si spacciano per Venezuelane piuttosto che per portoghesi. Ora, io non sono un esperto in materia, ma per chi è un po’ più ferrato di me e riesce a capire tranquillamente la differenze fra i due accenti, è come dire di essere bolognesi quando invece si è ciociari.

La cosa si complica e diventa più frequente quando si ha a che fare con una ragazza proveniente dall’Est Europa.

Dopo il crollo del muro di Berlino e lo smembramento dell’URSS, sono sorti tanti Stati-regione noti solo ai collezionisti di francobolli dei primi del novecento.

Ucraina, Lettonia, Lituania, Estonia, sono diventati dei veri e propri vivai di bellezze che, sempre vittime dei regionalismi, questa volta di casa loro, si sono spacciate e si spacciano tutt’ora semplicemente per russe.

Infine arriviamo ai mescolamenti tra romene, bulgare, ungheresi, moldave e ceche.

Qui veramente non si capisce nulla a meno che non si conosca qualche frase in madrelingua o che, per esperienza, si riconosca la differenza dei vari idiomi.

Quindi, prima di fare delle considerazioni un po’ troppo personali che magari rimando al successivo commento dei risultati del sondaggio, vi invito ad esprimere la vostra preferenza di fronte a quattro annunci differenti, dei quali non si hanno altre informazioni se non la nazionalità della ragazza.

Buon lavoro!

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I risultati del sondaggio della settimana


E’ passata un’altra settimana ed è tempo di raccogliere i dati relativi al sondaggio.

Come ricorderete, si chiedeva ai lettori quale fosse la caratteristica fondamentale che guidava alla scelta di una girl.

La prima risposta riguardava, può sembrare banale, l’aspetto fisico. Ben il 34% dei votanti si è espresso favorevolmente a indicazione che ancora una volta l’occhio vuole la sua parte.

A pari merito è giunta la scelta delle prestazioni fornite. Anche in questo caso guardando i risultati, questa opzione rappresenta una grossa discriminante nella scelta effettuata.

Stranamente giunge solo al terzo posto, con un 21% di preferenze, il giudizio degli altri a riprova del detto “de gustibus non disputandum est”. Molto spesso, me ne sono reso conto personalmente con chi si confronta quotidianamente con me, è difficile avere la medesima sensibilità pur essendo di fronte alla stessa persona.

Infine, il rate.

Questa è veramente una sorpresa.

A quanto pare è vero nonostante tutto, che si è disposti a pagare bene per una ragazza bella e disponibile.

Il quadro che emerge da questo secondo sondaggio è che il nostro 21st CENTURY PUNTER oltre che ad essere consapevole del proprio ruolo, ha anche una idea ben precisa degli articoli che vuole acquistare e vuole rendersi partecipe della costruzione del prezzo di mercato.

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La domanda della settimana


Questa volta, l’intento è di esplorare la fase di scelta della “preda”, compreso il primo contatto telefonico.

Il questionario si propone di individuare quali sono gli elementi che determinano i la scelta di una girl da parte di un punter che, come abbiamo verificato finora, ha consapevolezza del mondo all’interno del quale si muove.

Come nel caso precedente, è importante la massima obbiettività nell’espressione della propria preferenza; questo proprio per creare un profilo che sia il più possibile attinente alla realtà.

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I risultati del sondaggio


Questa mattina ho chiuso il primo sondaggio presente sul blog Puttane e Puttanieri.

L’obbiettivo di questi mini pool è quello di delineare l’identikit del puttaniere italiano del terzo millennio, ovvero l’individuazione alcune piccole indicazioni per verificare le assonanze fra i vari utenti dei servizi sessuali a pagamento.

Questo, non tanto per quanto riguarda l’aspetto fisico, quanto più per avere un orientamento globale sui gusti, sul modo di pensare e di vivere di una parte di popolazione che da metà del secolo scorso in avanti, ha dovuto nascondere la propria passione per la “passera a pagamento” ma che con l’avvento delle nuove tecnologie, sta riscoprendo una nuova giovinezza.

La domanda oggetto dell’indagine, riguardava il pensiero dei punter rispetto alla gestione del “problema” prostituzione.

Come prima risposta, veniva indicata l’attuale regolamentazione e un rispettoso 3% di popolazione ha risposto positivamente a questa definizione.

La seconda, che era provocatoriamente restrittiva, manifestava la volontà di proibire completamente il fenomeno e di aumentare sensibilmente le sanzioni a carico di fornitori e clienti. A questo parametro, non corrisponde nessun votante.

Il terzo punto invece, faceva riferimento ad un concetto di liberalizzazione, dove lo Stato prende atto dell’esistenza della prostituzione e ne consente il libero esercizio. Attenzione però perché qui c’è la prima importante concentrazione di voti con un buon 41% che si dice favorevole a questa opzione.

Infine, la proposta di creare red light district sul modello olandese, ha raccolto la maggioranza delle adesioni con il 56% delle preferenze di votanti.

Emerge un quadro generale di un punter costretto dalla legislazione vigente a comportarsi come un “ladro” nei confronti di un fenomeno antico e radicato nelle abitudini umane sin dall’alba dei tempi. Si sottolinea l’emarginazione nella quale vive chi offre e chi beneficia dei servizi sessuali a pagamento oltre alla necessità di aumentare il grado di sicurezza nel settore.

Il primo elemento del nostro 21st Century Punter è quindi positivo ovvero quello di una generalizzata consapevolezza del proprio ruolo all’interno della società.

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