Archivio per Storie di amici del blog

La storia di AG e di una escort

Qualche giorno fa ho ricevuto via mail il racconto di un amico e della sua avventura con una bellissima modella di nome Anna. Non posso fare altro che pubblicarlo…

Incuriosito dalle foto e nonostante il rate non fosse per i miei standard abituali la chiamo e parliamo un po’ per chiedere lumi e sciogliere il ghiaccio. Molto disponibile e simpatica rimane però irremovibile sul rate raddoppiato per 4/h. Diniego con la promessa di farci un pensierino anche perché alla mia richiesta sulla veridicità delle foto mi risponde che sono reali e l’unica cosa “artefatta” sono i tettoni gonfiati ad arte dal chirurgo (ma che si nota bene in foto): – se non sono la ragazza delle foto ci salutiamo e ognuno per la sua strada – .

La settimana dopo mi piglia il morbo,

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Samantha, la regina della mutan…tha

Provvedo ad inserire una piacevolissima recensione di tale Samantha presente ai Lidi ravennati da tempo immemore, ma che a quanto pare, attraverso fasi alterne, delizia o incazza il cliente di turno. Nel caso specifico, l’esperienza narrata è stata del primo tipo. Fortuna dell’avventore il quale però, postando il racconto, non ha mancato di sollevare un vero e proprio putiferio sul FORUM PUTTANE E PUTTANIERI.

Bando alle ciance ed ecco la storia.

Ad hallowen avevo voglia Leggi il seguito di questo post »

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Sono un Punter! Ma ancora non lo so… (seconda parte)

La tanto sospirata seconda parte del racconto del nostro amico “novizio” mi è finalmente arrivata per posta elettronica e provvedo immediatamente a pubblicarla.

 “Finalmente rifunziona Efit poi apre P&P. Mi leggo le novità e mi  rileggo le vecchie recensioni.
Un pensiero insistente mi assale: ma io mi faccio un culo così e spendo una marea di soldi per fare cose per altro che non mi interessano per compiacere delle troie trentenni (talvolta al limite   dello scopabile) e più interessate al mio “730″ che altro. I punter, invece, si scopano delle 20enni superfighe senza nessuna fatica, decidono loro cosa e quando e a lavoro finito versano il rate arrivederci e grazie.

Alla fine la singola chiavata costa molto più a me: sia in termini di denaro che in termini energetici!

Ormai è deciso: ma con chi andare?

Sicuramente con una che fa rai2 (sesso anale ndr), bella, giovane, ben recensita e dal rate da 100 € che sembra faccia anche sconti ai fidelizzati (non faccio il nome ma avete già capito chi è).

E io mi fidelizzo, che mi frega!

Vado, busso, scopo mattina-pomeriggio-sera, svuoto i coglioni magari un paio di volte al mese e sono in pace con il mondo.

La chiamo per aver garanzie sul numero e fissare un appuntamento (non è un caso che mi chiamo novizio): lei mi risponde con una vocina e mi dice di richiamarla appena sono in zona.

Le faccio presente che mi ci vuole un ora per arrivare lì, e che quindi mi sarebbe piaciuto arrivare a colpo sicuro.

Figurati! Il problema era del tutto mio.

Be’ magari per la prima volta è così chi sa quante telefonate a vuoto e scherzi riceve al giorno! Quindi arrivate le ferie un martedì primo pomeriggio mi preannuncio che tra un ora sarò lì!

Arrivo che sono le quattro e mezza; parcheggio, provo a chiamare… non risponde! Bo faccio una passeggiata… aspetto mezz’ora e richiamo … telefono staccato!

Sono molto vicino alla sua location e noto un tizio sui quaranta che è seduto e anche lui è li che chiama e ha l’aria di aspettare.

Vuoi vedere che…

Continuo la mia passeggiata e provo a chiamare ogni quarto d’ora.

Suona libero e poi nulla!

Fa caldo inizio a sudare e inizio ad essere stanco. In più inizia a farmi schifo l’idea di quanti si sia ingroppata nel pomeriggio prima di me!

Sono le 5 e tre quarti. Passo davanti alla location il quarantino non c’è più cavolo mi ha fregato sul tempo, chiamo: risponde mi dice di portare pazienza che a dato il via ad un altro e dopo mezz’ora è il mio turno, devo richiamare tra mezz’ora.

Inutili le mie proteste!

Passeggio, mi sembra che tutti mi guardino e mi giudichino… ormai ho fatto 30 farò anche 31.

Sono le 6, arriva uno squillo richiamo: si è liberata!

In 2 minuti sono lì a farmi aprire il cancello. L’attesa è stata snervante ormai voglio semplicemente una cosa: trombare!

Mi apre alla porta sorridente. E’ una gran figa ed ha modi simpatici.

Ci sediamo in cucina. Scambiamo quattro convenevoli mentre lei fuma una sigaretta. Le dico che per me è la prima volta con un escort.

Mi dice :”ti spiego come funziona. 70 euro per una cosa completa. 100 con un po’ di culo.”.

Io che ero già preparato: “Per me va bene 100!” E andiamo in camera.

Ci spogliamo e mi sdraio sul letto con l’idea di farmi scopare! Lei mi passa le enormi tette su tutto il corpo; una singola passata…onde ottenere l’alza bandiera.

Lo incappuccia e fa’ un pompino modello idrovora: da urlo!

Francamente non avevo mai ricevuto un servizio di quel livello con il preservativo. Anzi molto meglio di tante altre scoperto. Non credevo fosse possibile una cosa di quel tipo.

Ha anche la malizia di guardarmi mentre lo fa: dopo una decina di minuti è arrivata l’ora di chiavare e mi si mette sopra alla smorza candela.

E’ un piacere vederla muoversi, con un bel sorriso sulle labbra e i pesanti seni che fanno su e giù. La palpo sento tra le mani un corpo sodo e snello mi soffermo sulle natiche e risalgo fino ai seni, mentre i carmini capelli a caschetto le coprono disordinatamente il viso.
E’ una forza della natura di fatto sta facendo tutto lei! Ed io sto li sotto e la guardo mentre sobbalza sul mio pene. Ad un certo punto mi dice: “facciamo pecora?” – ma certo!

Si dispone a quattro zampe di fronte a me il bel culo, orlato da un tribale prosegue con una schiena magra e le lunghe braccia volte in avanti. Alla testiera del letto uno specchio che mi permette di vederla anche di fianco mentre a ritmo abbastanza sostenuto me la sto chiavando.

Ogni tanto qualche ansimo di piacere da parte sua (penso finto), si gira verso lo specchio e mi guarda con un sorriso appagato. Io intanto sono attratto dallo sfintere che dovrebbe essere la pietanza successiva del menù.

Lo vedo è un po’ gonfio, chissà quanti km ha già fatto solo oggi! Inizio a giocarci con le dita ma non riesco a penetrarlo. Si gira e mi dice:” è arrivato momento di culo… ma così non và!” poi prende la crema e si imburra con il medio il fiorellino.

Una leggera pressione e sono dentro! Mentre la sbatto gli sguardi si incrociano allo specchio! Ogni tanto lo faccio uscire per il solo gusto di farlo rientrare… non so quanto siamo rimasti così, sicuramente abbastanza. Io avevo perso il concetto del tempo.

Dopo un po’ lei mi dice “dobbiamo finire non posso stare altro tempo con te, quindi ti rimonto sopra poi basta..”.

Mi fermo, lei si alza, sono madido di sudore. Lei amorevolmente mi asciuga il sudore con lo scotex e si scusa sia per la fretta che per il fatto che avevo sudato. Sono quasi esterrefatto! Le mie partner non avevano mai agito così: mai deliziato da tante cure!

Le chiedo al posto della cavalcata finale, un pompino… lei accetta.

Mi sdraio attendendo il cambio della gomma.

Ed invece inizia a succhiarlo – contenta lei! – ed infatti dopo un paio di succhiate fa: “ma sa di culo!” ridacchiando.

Poi prende della carta assorbente e lo ripulisce alla meglio.

La generosità del pompino è analoga a prima ma continuo a non venire. Quindi prova uno smorza candela offrendomi le spalle. Lo spettacolo è estasiante e anche la sensibilità ne guadagna.

Ormai mi vergogno, malgrado tutto non eiaculo.

Per venire non resta che togliere il preservativo e venire di mano. E così è stato.

Restiamo sul letto qualche minuto…Lei mi si appoggia al fianco e mi abbraccia. Ora sono io a scusarmi, gli dico che per me la prima volta con una donna è sempre difficoltosa. Mi promette che la prossima volta mi darà un appuntamento e che faremo le cose con calma. Il suo contatto fisico mi da piacere, sento il suo pesante seno che si appoggia sulla mia pancia.

La guardo in viso: la bocca è aperta in un sorriso sereno e i bellissimi occhi verdi che mi guardano mentre parlo brillano.

E’ arrivato il momento di vestirsi e di versare il rate.

Poi mi fermo in cucina ci sediamo e gli scrocco una sigaretta; faccio due battute, gioco un po’ con il cane, mi informo di lei.

E  parla tranquillamente di se in maniera disinvolta, anche dei suoi affari.

Mi alzo per andare alla porta lei mi viene vicino mi abbraccia e inizia a baciarmi: un paio di volte sulle guance e sulla bocca. Sento le sue labbra sulle mie è una cosa inaspettata perché non richiesta ma ha un sapore sincero.

Esco promettendo una visita appena tornato dalle ferie.

Il sole mi scalda nonostante l’orologio segni le sette: sono stato con lei un ora!

E sono stato molto bene.

Mentre vado alla macchina ripasso mentalmente quello che abbiamo fatto, mi compare il suo viso sempre sorridente, mi diverto pensando alle sue gaffes, conservo il suo sapore sulle labbra.

Sono sovraeccitato e i miei pensieri sono assolutamente eccessivi: la teoria era corretta!

…Con professioniste così delle “dilettanti” non me ne frega più niente!

Sicuramente ci tornerò a fine agosto… Chi sa se è fidanzata quasi quasi ci provo e mi ci metto insieme o ci flirto un po’. Ma che me frega se fa’ marchette è simpatica, carina, spigliata e allegra.

Cosa posso voler di più! Non mi dispiacerebbe andarci a cena o farci una passeggiata da qualche parte, non che sia disponibile a pagare per questo….

Mi sento assolutamente appagato e contento. Sento nel corpo le endorfine che entrano in circolo. Ho aperto una nuova frontiera per la mia vita sessuale.

A parte i pensieri eccessivi sopra riportati che sono stati quelli a caldo figli della foga della soddisfazione, nasceva in me la consapevolezza che potevo essere appagato anche dal sesso mercenario.
Come concludere… Rimini Ha un punter in più! “

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Figa da porco, figa da asporto

Questa mattina apro la casella di posta, ovviamente elettronica e mi ritrovo un bel racconto di un amico relativamente ad una sua esperienza vissuta in quel di Pisignano località a monte di Cervia, dove da tempo è aperto un trombodromo nel quale periodicamente si alternano girl di origine brasiliana.

Molte di queste hanno chassis di prima qualità, ma a quanto pare non hanno ricevuto scuola a sufficienza per esercitare degnamente la professione.

Sono stato tentato in più di una occasione di verificare di persona la qualità e gli standard del primo enttroterra cervese, ma la scarsezza di privacy offerta dalla location, mi ha sempre fatto desistere dall’incontrare alcuna pulzella residente.

Ma veniamo al racconto che provvedo a pubblicare per intero:

“Carichissimo per la buona esperienza avuta con Lara, decido che il momento ormonale mi è favorevole e pertanto decido di ripuntare sulla località di Pisignano che così grandi soddisfazioni mi ha dato neppure una settimana fa.
In realtà la mia idea era quella di testare una delle tre Marie del puttanodromo di Villa Inferno ma, ahimé, le tre supergnocche sudamericane durante la mattina evidentemente non prestano servizio.
Non potendo dedicarmi alle bellezze dei lidi, in quando vi sono buone probabilità che una volta sceso dalla macchina per dirigermi presso la location della girl incontri uno dei miei 120 clienti, uno dei mie 240 amici e conoscenti oppure una delle 360 amiche di mia madre, la scelta è obbligata per questo tranquillo sito fuori dalla bolgia turistica.

Avevo la tentazione di ripropormi alla Larina, ma il mio ego smisurato voleva assolutamente confrontarsi con un’altra ragazza e pertanto mi attacco al cel e compongo il numero di Milena, splendida brasiliana disposta a soddisfare ogni desiderio più intimo.
Facile da contattare telefonicamente, non capisce moltissimo l’italiano ma riesce a indirizzarmi bene sul luogo dell’incontro. Memore della precedente incontro in quella location, le chiedo se per cortesia mi apre il cancello dell’abitazione, così da poter mettere la macchina all’interno e poterla togliere dal ciglio di una strada abbastanza trafficata, nella quale corro il rischio di essere identificato.

E ciò non sarebbe bene!

Una volta parcheggiato lei si affaccia sul balcone e mi indirizza verso l’appartamento, posto al piano primo, proprio sopra quello dove opera Lara.
Bella gnocca davvero. Altezza sul metro e 70, bel fisico asciutto con quel culo che solo le brasiliane hanno, bianca di carnagione (te ne accorgi dalle tette che non sono abbronzate, altrimenti diresti che è mulatta).

È proprio quella della foto.

Mi accompagna nella stanza, una matrimoniale con al centro un bel lettone ampio e un condizionatore acceso.

Iniziamo la contrattazione, o meglio, inizio io con la mia offerta standard: 150 petali per un doppio colpo. Lei controbatte che per quella cifra ne fa solo una, con mooolta calma.

Sono a dir poco basito. Chi è questa pazza che non accetta la mia più che onesta proposta? Come credi di avercela, per l’altro verso?!
Preso dal panico penso che sarebbe meglio andare via (esiste una legge che dice che quando una girl tratta dopo che gli hai offerto 150 carte NON può andare ASSOLUTAMENTE bene) ma poi, molto stupidamente, decido di contrattare. Lei vorrebbe 2 verdi (follia!!), io non sono assolutamente disposto a darglieli.

La mia sfiga è che nel corso della mattinata avevo fatto altre commissioni e quindi avevo dovuto portarmi dietro altro denaro. In tasca quindi mi ritrovo ben 180 euro e, dopo aver rigirato tutte le mie tasche dei calzoni per convincerla che solo quelli ho, li piglia, non senza guardarmi come se fossi l’ultimo dei border line.
A quel punto diamo il via alle danze. Il mio ego è già sotto i tacchi.
Si toglie il reggiseno e compaiono due belle tettine (una onesta seconda) ma ancor più si notano due capezzoli stile ciccioloni romagnoli che un po’ mi fanno riprendere dalla botta al mio orgoglio.

Ci stendiamo sul letto e lei parte subito, frettolosamente, con l’incappuccio.
Sulla tecnica del mettere il preservativo si potrebbe scrivere un libro. Ci sono alcune prostitute che sono delle vere artiste nell’infilare il goldone senza che l’uomo neppure se ne accorga. Una volta, agli albori della mia attività di puter, andai con una stradale chiedendole un lavoro di bocca.

Lei cominciò la sua opera ed io, dopo circa un paio di minuti di riflussi sanguigni gli dico – guarda che se non mi metti il preservativo rischi tra un po’ di beccarti una bella spruzzata in bocca – e lei di rimando – guarda che il preservativo ce l’hai dall’inizio! –
La vera professionista, mi raccontò una volta una veterana della professione, si infila il preservativo in bocca e poi solamente con l’uso delle labbra lo infila sull’asta di turno. Lei, mi confidò, si era esercitata all’inizio con una banana!!

Beh, la Milena in fatto di metodologia del gommamento è decisamente mediocre. Mi sembra che me lo stia mettendo alla rovescio! Povero me! In cima, la punta destinata a raccogliere il liquido è piena d’aria e guardandomi la cappella mi sembra di avere davanti una piramide a gradoni.

Anche lei deve essersi accorta che qualcosa non va, tant’è che cerca più volte di togliere l’aria in eccesso schiacciandola con le punte del pollice e dell’indice ma, come è ovvio, è un’operazione oramai quasi impossibile da fare.

Decide quindi di dedicarsi a questa strana figura geometrica con la boccuccia e qui davvero mi stupisce: probabilmente gli riesce di operare in maniera così delicata non perché voglia che sia così, ma perché semplicemente meno contatto ha con quel aggeggio cilindrico meglio sta.

Sia quel che sia l’oral sex si rivela veramente buono.

Peccato che lei decida che questo momento estatico non debba durare non più di un paio di minuti.

Decide di coricarsi sull’arnese infernale mettendosi nella posizione più squallida che io concepisca, di schiena sopra me. Non posso toccarle le tette, vederla in faccia (meglio così, probabilmente stava sbadigliando e sarebbe stato veramente troppo per il mio IO) o cose del genere. Per mia fortuna vengo quasi subito, così possiamo passare al secondo set e chissà che non vada meglio.

Pia illusione.

Risale in groppa con la stessa posizione di prima. Io non so perché non dico niente. Forse sono troppo scosso, troppo abbacchiato per cotanta miseria.
Fortuna vuole che si stanchi subito di fare ginnastica solo lei e quindi cambiamo un paio di posizioni. L’atmosfera comunque non migliora, anzi! Difatti continua ad inzupparsi tra le gambe con una diavoleria chimica: con tutta quella crema è come se avessi un merluzzo in mezzo alle gambe.

Ogni qualvolta che rallento il ritmo, oppure che do dei colpi un poco più incisivi (in stile, ormai ci siamo!), lei si volta, guardandomi come dire – hai finito? Mi si sbrucciacchiano le uova! – e io che ripiombo nella depressione più completa.
In circostanze del genere ti devi davvero impegnare per avere un orgasmo!
Comunque riesco a dimenticarmi i suoi finti gridolini di godimento, la salvietta umidificata che si struscia in tutte le parti del corpo in cui la lecco e ce la faccio: un tristissimo orgasmo liberatorio.

Vabbe’, pulizia con clinex, poche chiacchere di cortesia, mi vesto velocemente, saluti d’ordinanza, -richiama, è!?- col cazzo!!

L’unica fortuna di incontrare una tipa del genere è che mi ha fatto passare per un pezzo la voglia di spendere così i miei soldi.”

By doubles.

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La recensione di un amico: LARA di Pisignano (FC) – seconda parte

(continua)

“Insomma, stava andando tutto alla perfezione. Location di mio gradimento, tipina di mio godimento, devo solo mettere il vibro nel telefonino, spogliarmi e attendere che ritorni. Tempo un paio di minuti e arriva.

Mutande e reggiseno bianchi, niente pizzo o cose del genere, sembrava più un costume da bagno.

Si toglie il reggiseno ed io rimango sbalordito da tutto quel ben di dio che raramente ho visto così ben fatto. Due pere di ottima fattura, abbondanti, contro le quali neppure Newton e la sua mela (che dire, sono un amante della macedonia!) potevano fare nulla.

Lei deve accorgersi del mio sguardo, probabilmente un misto fra l’allupato, lo stupito e il miracolato e mi domanda cosa ho fatto.

Io di rimando non posso che dirle la verità: mi sembra incredibile essere qui a guardare il tuo seno (dico proprio così, usare il termine tette mi sembrava un po’ volgarotto) e tra un po’ poterlo toccare.

Non so se lei ci creda, di sicuro, avrà pensato, se mente ci riesce proprio bene!
Quando si toglie anche le mutande il gioco è fatto.

Li in mezzo, sotto un monte di venere perfettamente rasato (non depilato, c’è un pelo scuro ben curato) si nasconde un tesoro fantastico che non sfugge assolutamente al mio occhio clinico.

Si inginocchia davanti a me, continuando a domandarmi perché continuassi a sorridere. Rispondo a gesti, accarezzando quelle splendide tette e palpandole con fare più ginecologico che non da scopatore, e trovo conferma di quanto sperato in precedenza: sono naturali, morbide al tatto, calde e … gustose da assaporare (se non lo sono complimenti al Nip & Tuk di turno, davvero soldi ben spesi).

Lei a quel punto prende il preservativo e mi incappuccia ben benino, senza fare tanta fatica vista la pressione alla quale erano sottoposte le povere vene nelle parti non più molli del mio basso ventre.

E parte.

E su.

E giu.

E io sposto i capelli biondi perché non posso perdermi la scena.

Cervello libero da pensieri, impegnato solo sul presente e a godere di quegli attimi. Incredibilmente non vengo subito e quindi lei decide che è ora di infilarselo dentro e si prepara accovacciandosi sopra il mio ventre.

Tuttavia decido che non è ancora ora e quindi la prendo per le chiappe e me la sposto sopra la faccia. A quel punto la posso vedere.

Clinicamente vengono definite grandi labbra, ma queste sono veramente esagerate!

Me le succhio dandoci dentro come se avessi a che fare con un cocomero.

Dapprima lei sorride, ma poi un po’ per dovere e un po’ (forse) per piacere asseconda il mio ritmo, andando su e giù con tutto il corpo e con le mani appoggiate alla parete.

Di passere ne ho leccate tante, ma questa era davvero mostruosa.

Praticamente era di così grandi dimensioni (dalle mie parti si dice un bel chilo di passera!) che non stavo leccando, bensì stavo ciucciando qualcosa, visto che lei nel suo movimento mi infilava in bocca la zona alta, quella, per intenderci, col clitoride, che evidentemente era pure quello bello grande (c’è chi sostiene che il clitoride possa essere visto come un piccolo pene – visione maschilista – potrebbe essere benissimo che il pene sia un grande clitoride – visione femminista – fatto sta che è come se le avessi fatto un bel lavoro di bocca).

Questa posizione dura un qualche minuto, poi lei decide che è ora di accelerare i tempi e torna in groppa, riproponendosi di fare quello che aveva cercato di fare in precedenza.

Sarà per la saliva che vi avevo lasciato, sarà perché si è effettivamente bagnata, non necessità di diavolerie chimiche per infilarsi l’asta, nella più classica delle smorzacandele.

Tette che mi sballottavano davanti agli occhi, una vulva che si inghiottiva nel vero senso nel termine il mio uccello, fatto sta che nell’arco di un paio di minuti esplodo di brutto.

Lei sorridendo si sposta, opera di pulizia, due chiacchere e via, sembra già belle e pronta a ricominciare.

Sembra incredibile come la maggior parte delle girl che fanno i più antico mestiere non conoscano ancora una legge che per loro è fondamentale: quando maggiore è il tempo che lasci passare tra l’orgasmo e l’inizio della nuova pompata tanto minore sarà la durata della pompata, quanto minore è il tempo che lasci trascorre tra la prima semina e il tentativo di raccolta della seconda, maggiore sarà il tempo che il terreno (in questo caso il sottoscritto) impiegherà a dare i suoi frutti.

Per intenderci, se tra il primo ed il secondo shot fai passare, che so, dieci minuti, il secondo rapporto durerà venti minuti, se tra la prima e la seconda fai passare solo 5 minuti la seconda durerà 40 minuti (i tempi sono puramente indicativi, anche se nel mio caso abbastanza attendibili).

Si tratta quindi di trovare il giusto mezzo, per far si che la seconda trombata non si riveli una pura ginnastica e che nel contempo ti faccia assaporare quelle emozioni che solamente la prima sa darti.

Fatto sta che la Lara, forse presa dalla veemenza del tempo che avanzava verso le fatidiche ore 12, decide che un paio di minuti di riposo bastano e avanzano, mi incappuccia e se lo ricaccia in gola.

L’amico nel frattempo non si era per niente addormentato e quindi in men che non si dica è tornato subito sull’attenti.

Pertanto lei decide di tornare sopra. Io la lascio fare, perché ora che sono meno avviluppato dagli ormoni riesco di più a far lavorare il cervello: osservo le tette e il loro movimento ondulatorio, guardo il basso ventre che si contrae, soffio sui capelli che le finiscono i mezzo alla faccia.

Da dei colpi decisi, anche troppo potenti.

È questa un’altra annotazione che devo fare alle girls: non tutti gli uomini sono dei fanatici di film porno e di rapporti che prevedono 120/150 giri al minuto (due colpi e anche qualcosa in più al secondo).

Ci sono dei maschietti che preferiscono fare con calma (quella che ti viene sempre paventata all’inizio – facciamo tutto con calma!), soprattutto quando riprendi verso il secondo colpo in canna.

Fatto sta che dopo un 5/10 minuti decido che è ora di prendere in mano il controllo della situazione. La faccio spostare e la Larina capisce subito che la voglio impistolare da dietro. Si sistema bella accovacciata davanti a me, gambe strette e bacino indietro e, zac, in un amen sono nuovamente dentro.

Anche così da un mucchio di soddisfazione.

Bel culetto sodo, vitino stretto da stringere e bocce che ballonzolano poco più avanti, peccato non essere una piovra ed avere 6 arti per stringere tutto quel ben di dio!

Pompo che ti ripompo, arriviamo a fare così una decade di minuti. Poi ad un certo punto lei si ritira, scatta in avanti come morsa dalla mia serpe. Io la interrogo con il viso e lei mi dice che si è rotto il preservativo. Do una occhiata in basso e vedo il mio glande bello lucente libero da ogni poliestere.

Cazzo!

non me ne sono neanche accorto!

Lei non si scompone più di tanto, ne ripiglia un altro, mi rigomma e si ridispone.

È capitato quasi a fagiolo questo intoppo, era oramai ora di un cambio di modulo.

La prendo alla missionaria e decido che quella sarà l’ultima posizione. Mi piace così, perché posso spostare le mani dalle tette al clitoride, massaggiandolo dolcemente. Inoltre sono io che decido il ritmo e decido di abbassarlo (circa 45/50 battiti al minuto) fin quasi a farlo sembrare un rapporto fra due innamorati che non fra un punter ed una geisha.

Ed è allora che la Larina da il meglio di sé.

Dopo un qualche minuto ad andamento lento, vedo che fa scivolare la sua mano destra verso il linguine e, con fare maestro, comincia il movimento tipico della masturbazione femminile, dapprima allineandosi al mio ritmo blando poi, al maggiore ingrifamento da parte mia nel vederla gemere sotto i miei colpi, velocizzando il movimento.

Oh, non so se stava fingendo, però se lo faceva le veniva divinamente.

Noi punter siamo abituati a vedere delle girls che sotto i nostri colpi di dimenano, urlano, si ingrifano ed ansimano come la Cicciolina ai Mondiali, poi quando torniamo dalle nostre mogli/fidanzatine/compagne/morose il massimo dell’estasi è una strisciata di unghie nella schiena o un sospiro leggermente più forte.

Ebbene, la Larina aveva un orgasmo (o fingeva di averlo) stile fidanzatina, con gli occhi chiusa, una punta della lingua leggermente fuori dalla bocca a bagnarsi le labbra, la sua mano destra occupata sul clitoride e quella sinistra che stringeva come una matta la mia destra: voto GFE 10 e lode.

E così siamo rimasti li in quella posizione shakespeariana da Romeo & Juliet per un paio di minuti post coito, con lei che, una volta riaperti gli occhi, mi guarda e sorridendo dice: per questo sono 500.

Simpatica la burdela!!!”

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La recensione di un amico: LARA di Pisignano (FC) – prima parte


Qualche giorno fa, un amico lettore del blog, mi ha mandato questo raconto che dal mio punto di vista merita di essere pubblicato in quanto è ambientato in una zona che io ultimamente non batto in modo particolare e che quindi può dare degli spunti operativi a chi dovesse capitare da quelle parti.

Trattasi di una pulzella facente parte della Kricca di Pisignano.

Probabilmente questo paesino dell’entroterra cesenate, è ormai famoso non tanto per la presenza del rumoroso aeroporto militare, quanto più per una casetta con tanto di insegna gialla a indicare il numero, nota ai più appunto come “il trombodromo di Pisignano.

In essa si alternano numerose girl: c’è chi dice che si siano raggiunte in passato punte di sette o otto ragazze addirittura, le quali ricevevano . La maggior parte di queste sono accettabili sia di viso che di corpo. Purtroppo hanno in comune la passione per il soldo facile e per la mancanza di professionalità. A volte capita, come mi è parso di intuire dalle parole dell’amico Doubles, qualche cosa di interessante e se si è il fortunato a prendere l’appuntamento….

“Caro big,da circa un mesetto sono un appassionato lettore del tuo blog e ho pensato di iscrivermi a questa nuova iniziativa del forum che stai portando avanti.

Devo subito dirti che non capisco nulla di come si faccia a utilizzare un forum (tieni conto che solo un mese fa non sapevo neppure che esistessero i forum.

Quando ho iniziato a leggere EF non ho capito nulla per circa 2 giorni, poi dai e dai…) ma spero col tempo di farcela.

Pur non essendo un punter assiduo posso diventare un discreto recensore.

Ti lascio in tal senso la mia prima rece (prima parte) affinché tu possa verificare di persona.

Spero in un buon e proficuo rapporto.

Ciao

Doubles

RECE – PISIGNANO –LARA

Sono alla mia prima recensione.
Decido di farla e di dedicarla a Lara, splendida brasiliana di San Paolo (così dice) che riceve nel famoso puttanodromo di Pisignano.

È necessario subito fare le presentazioni del sottoscritto, per poter riuscire ad inquadrare questa rece nel giusto background.

Faccio parte di un nuovo club, quello del rossoverde, ovverosia di coloro che sono disposti a spendere per un servizio di una girl 150 eurini, perché convinti che quella sia la cifra giusta.

Perché proprio questo rate?

Il motivo è presto detto: non sono un tipo che può cavarsela con uno shot e basta.

Avendo un livello di eccitazione modello tzunami, quando giungo al cospetto di una boccuccia che me lo slinguetta bene bene non tardo più di un paio di minuti a far sguazzare nel condom milioni di esseri unicellulari.

Di conseguenza, se voglio poter assaporare le grazie del gentil sesso ho la necessità di impegarmi almeno un 45/60 minuti (perché se la prima è da record di velocità, la seconda stenta a giungere. Ci sono state 3 o 4 occasioni, agli albori della mia attività puttanifera, in cui non sono riuscito a venire nel secondo colpo – non vi dico l’incazzatura – ma questo merita di essere raccontato in un altro momento).

Sono inoltre abbastanza esigente dal punto di vista visivo.

Non dico di volermi fare per forza delle megafighe, ma se trovo uno scorfano non esito a girare i tacchi e ad andarmene senza tante spiegazioni (in fondo io ti chiamo perché ho visto le tue foto sul web, se poi le foto non solo le tue oppure erano quelle che ti hanno scattato durante la cresima, avvenuta 10/15 anni e chili fa non è colpa mia, sei te che mi volevi fregare).

Quindi, se sommiamo che le mie richieste sono sempre per una doppia e per una ragazza che sia visibilmente accettabile, una banconota verde più una rossa mi sembrano un prezzo più che accettabile.

So che in molti casi potrei anche cercare di abbassare il rate, tenuto conto che non vado alla ricerca di chissà quali servizi (non cerco per forza il secondo pertugio, non mi interessa il cabrio per una questione di paura delle varie malattie sessuali e non cerco il bacio con lingua, sempre per quest’ultimo motivo insomma, qualcuno potrebbe rivedere in me la scena unapallottolaspuntata del sesso sicuro, un unico gommone avvolgente!) però ritengo che sia una bella presentazione non parlare del rate per telefono, non aspettare che sia lei a farti la proposta ma essere te a suggerirla.

Dai come un senso di superiorità e di signorilità che in taluni circostanze mi sono tornate comode nelle prestazioni.

Così è stato con Lara.

La contatto telefonicamente alle 10,30 del mattino, orario insolito per un punter, ma anche questa è una mia mania, mi piace pensare che sarò il primo a farsi la girl in questione per quella giornata, fresca di doccia e riposo (non sempre mi è andata così e anche di questo dovrò raccontare).

Mi risponde con la sua vocina suadente e prendiamo appuntamento per le 11.

Sulla questione degli appuntamenti vorrei aprire subito una parentesi.

Da quanto io ho notato, le girl non prendono appuntamenti, sei tu che speri di aver preso un appuntamento, soprattutto con una che è la prima volta che contatti.

Dal loro punto di vista ciò è giustissimo, in fondo cosa cacchio ne sanno loro che il tizio che ha chiamato 30 minuti prima davvero le verrà a trovare o gli tirerà il pacco.

Loro non possono perdere occasioni, per cui se alle 10 e 58 chiama un altro tizio il mio appuntamento delle 11 va a farsi friggere. Questo mi è già capitato in un paio di occasioni e la cosa mi ha fatto molto incazzare, ma tant’è, non posso dare loro torto più di tanto, visto i tirabidoni che ci sono in giro.

Comunque in questo caso mi va tutto bene.

Preannuncio il mio arrivo 5 minuti prima e puntuale come un ginevrino parcheggio davanti alla location.

Lei mi apre il cancellino ed entro.

Non ero mai stato in quell’appartamento. Ero stato in quella casa altre volte, ma nel piano primo.

Lara invece riceve al piano terra.

Lei si presente molto bene: piccolina, circa 1 metro e 60, mulatta, biondo tinta, ottimo culo ma ancor più eccelso seno: una terza abbondante / quarta che in una botte così piccola mi ha fatto lacrimare di gioia. In più aveva uno splendido piglio, grande sorriso con dentatura perfetta e bianchissima, una camminata che vista da dietro, mentre mi accompagnava nella sua alcova non poteva che farmi ben sperare.

Stanza ampia con al centro grande lettone matrimoniale, aria climatizzata, appendiabiti e comodino. Soffitto controsoffittato con verniciatura tipo sfratazzato, molto carina e alla moda.

Come detto primo non aspetto che mi elenchi il suo menù.

Sono io che dico subito di volere assaggiare le sue pietanze, primo e secondo, il tutto per i famosi 150 euro.

Lei tentenna un po’, guarda l’orologio e mi dice – ce la facciamo per le 12,00, visto che ho un appuntamento.

Tra me e me penso che ho avuto la sfiga di incontrare una che lavora davvero con l’agenda e la rispetta pure, ma fatti i debiti calcoli (erano da poco passate le 11) dico che si, sicuramente ci stiamo dentro, visto la prima fast.

Lei a quel punto accetta e riceve da me i soldini.

Guarda caso avevo si un verde, ma non avevo altro che 3 pezzi da venti. Così le ho dato in mano 160 euro (devo dire che questa a volte me la preparo, dopo avere fissato il prezzo lasciargli anche la mancia anticipata le rende più solidali).

Lei guarda i soldi e si allontana. Giunta sulla porta mi dice – devo portarti i 10 di resto? –

Vai!!! Era quello che ci voleva. Una vera professionista, con un livello di etica e di moralità superiore alla media. Continuavamo ad andare benone.
- Stai scherzando spero, tienili pure – le rispohdo io con un sorriso beffardo…

(continua)

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